Il personaggio
C'è anche un pizzico di ragusanità nel trionfo olimpico di Francesca Lollobrigida
Elvira Padua è stata sua relatrice nella laurea triennale e nella magistrale in Scienze motorie
La docente Elvira Padua
Il nuovo trionfo olimpico di Francesca Lollobrigida, protagonista assoluta dei Giochi invernali 2026 con due medaglie d’oro nello speed skating, non racconta soltanto la storia di un’atleta straordinaria. Dietro la campionessa c’è anche un percorso accademico costruito con la stessa determinazione che l’ha portata sul gradino più alto del podio, e un legame profondo con una docente ragusana: Elvira Padua, relatrice sia della sua laurea triennale che della magistrale in Scienze motorie.
Padua, originaria di Ragusa e docente all’Università San Raffaele di Roma, ha espresso nelle ultime ore un messaggio di grande affetto e orgoglio per la sua ex studentessa, sottolineando come seguirla nel percorso universitario sia stato “un privilegio”. Un rapporto nato sui libri e consolidato negli anni, mentre Lollobrigida alternava allenamenti, gare internazionali e studio, costruendo una carriera che oggi unisce sport e formazione accademica in modo esemplare.
La docente ragusana porta con sé una lunga tradizione familiare legata allo sport e all’impegno civile: suo padre, Adolfo Padua, medico e figura politica di rilievo nel territorio ibleo, è scomparso nel gennaio 2025. Una passione per lo sport che, in qualche modo, ha trovato continuità anche nel percorso di Francesca, atleta capace di conciliare famiglia, studio e competizioni ai massimi livelli.
Lollobrigida, pronipote dell’attrice Gina Lollobrigida, ha costruito la sua carriera con una dedizione fuori dal comune: pendolarismo continuo tra Roma e Baselga di Piné per allenarsi, un passato da pluricampionessa mondiale nel pattinaggio a rotelle e una maturità sportiva che l’ha portata a dominare il ghiaccio nelle distanze lunghe. Il doppio oro olimpico del 2026, accompagnato da un record olimpico nei 3000 metri, è solo l’ultimo tassello di una storia che unisce talento, sacrificio e una rete di persone che hanno creduto in lei, tra cui proprio la docente ragusana.

Il legame tra le due donne diventa così un simbolo di come lo sport e l’università possano dialogare, sostenersi e crescere insieme. E mentre l’Italia celebra la sua campionessa, Ragusa può sentirsi un po’ parte di questo successo.