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IL COMMENTO

Malen non basta, La Penna fa discutere: la Serie A ha due problemi che non può più ignorare

L'olandese firma una doppietta al Maradona ma la Roma non riesce a espugnare Napoli. A Milano l'Inter batte la Juve in dieci contro undici: il protocollo arbitrale sotto accusa

15 Febbraio 2026, 22:59

Malen non basta, La Penna fa discutere: la Serie A ha due problemi che non può più ignorare

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L’effetto Donyell Malen non consente alla Roma di sbancare Napoli. Due volte in vantaggio con l’olandese, due volte raggiunta da Spinazzola e Alisson Santos. La sconfitta sarebbe stato un autentico pianto di lacrime per Antonio Conte, già dentro un frullatore di delusioni (e infortuni). Il pareggio consente di conservare il terzo posto senza farsi acciuffare da Gasperini, è già qualcosa all’interno di un percorso che non comprenderà impegni europei. Alla Roma resta il rimpianto perché ha cullato l’idea di un colpaccio che sarebbe stato ossigeno purissimo in chiave qualificazione Champions. Ma Gasperini resterà in corsa fino all’ultima curva, all’interno di un equilibrio che non può escludere inattese rimonte (occhio all’Atalanta). L’operazione Malen è la più illibata dell’intera sessione di calciomercato invernale, stiamo parlando di un interprete moderno, capace di fare gol (5 in 5 partita) e di giocare per la squadra. Un bel messaggio per chi, soprattutto la Juventus, ha cercato senza trovare uno specialista offensivo. Eppure Spalletti lo ha invocato per quattro settimane, tra una missione fallita e una semina senza raccolto, peccato.

Inter-Juventus lascia mille temi, ma ne emerge uno non più procrastinabile: la vicenda arbitrale ha necessità di un intervento urgente. Inaccettabile che uno strafalcione come quello di La Penna passi in cavalleria perché il protocollo non ammette l’intervento su un errore così grave. Non c’era il secondo giallo e probabilmente anche il primo, Chivu ha perso l’occasione per ammetterlo piuttosto che evidenziare una presunta spinta di Kalulu. E lo stesso Bastoni piuttosto che esultare avrebbe fatto una figura migliore se avesse segnalato, già in campo, l’inadeguatezza di una decisione che ha falsato la partita. E forse indirizzato il campionato perché ha permesso all’Inter di mantenere otto punti di vantaggio sul Milan (con una partita in più), dote preziosissima a poche settimane dal derby della verità. E un cartellino così ingiusto ha dato in contemporanea una spallata alle ambizioni di Spalletti che non può chiudere la stagione senza staccare il tagliando per la prossima Champions.

Dalla sfida di Milano ne esce meglio la Juve, sembra un paradosso eppure non lo è. Spalletti se l’è giocata alla pari, se non meglio, in parità numerica, ha strappato il momentaneo 2-2, è stato infilato da Zielinski. Ma restano due concetti intatti e sempre più attuali, possiamo sintetizzarli cosi: se Comolli  e Chiellini avessero chiamato Spalletti a inizio stagione piuttosto che giurare amore quasi eterno a Tudor con i risultati che conosciamo, la Juve avrebbe lottato per lo scudetto; se avessero preso un attaccante a gennaio dopo aver giocato su tre o quattro tavoli, avrebbero tutelato meglio un allenatore che aveva fatto una sola richiesta. È stato trattato meglio Allegri, regalandogli Fullkrug, che adesso aspetta il recupero contro il Como per blindare una delle prime quattro posizioni. Tutto questo mentre impera la Champions con i famosi playoff in arrivo, non proprio passeggiate di salute e l’antipasto di un autentico tour de force. Beato chi avrà organici adeguati, senza buchi e omissioni, alla larga da infortuni che mai come in questo momento della stagione sarebbero deleteri.