tennis
Jannik Sinner riparte dal deserto di Doha: un debutto che profuma di missione
Il n. 2 del mondo torna in campo all’ATP 500 contro Tomas Machac: servizio “riprogrammato”, lavoro in palestra e una rotta chiara in un tabellone da grandi firme
Il n. 2 del mondo torna in campo all’ATP 500 di Doha contro Tomas Machac: servizio “riprogrammato”, lavoro in palestra e una rotta chiara in un tabellone da grandi firme
Jannik Sinner e Daniil Medvedev si scambiano fendenti in un allenamento che sa di prova generale: il termometro sfiora i 35 gradi, l’aria è densa e il rimbalzo è alto, quasi “indiano” come a Indian Wells. È l’istantanea di un ritorno: il n. 2 del mondo, seconda testa di serie al Qatar ExxonMobil Open (torneo ATP 500), rimette il piede sull’acceleratore dopo Melbourne. E lo fa da protagonista annunciato, con un primo turno subito insidioso contro Tomas Machac (n. 31 del ranking), un tabellone lucido di stelle e un obiettivo svelato senza giri di parole: “andare il più lontano possibile”.
Il Qatar ExxonMobil Open si disputa da lunedì 16 a sabato 21 febbraio 2026 su cemento outdoor, con il main draw compresso in cinque giornate da sessioni pomeridiane e serali. Il prize money tocca quota 2.833.335 dollari, con il campione che incassa 529.945 dollari e i 500 punti. È un’edicola di dati che racconta l’ambizione di Doha di salire ancora: impianto efficiente, orari serali per le partite di cartello, un campo che “prende” il colpo e alza il rimbalzo.
In classifica, Sinner è il n. 2 del mondo alle spalle di Carlos Alcaraz: lo separano poco più di tremila punti, un distacco costruito anche a Melbourne, dove lo spagnolo ha allungato. Per l’azzurro, Doha vale punti e soprattutto ritmo: uno snodo di febbraio che può incidere sul braccio di ferro per la vetta.
Il debutto di Sinner arriva contro Tomas Machac, giocatore in crescita, oggi attorno alla posizione 31. Il ceco è reduce da un 2025 di scalata e da un inizio 2026 brillante, con il titolo di Adelaide e un balzo nella parte medio-alta della classifica. Non è un avversario da sottovalutare: servizio vario, tempo sulla palla, capacità di “togliere ritmo” con il rovescio in anticipo. Head-to-head favorevole a Sinner: 2-0, con l’ultimo incrocio vinto dall’azzurro in due set a Shanghai. Ma il margine, tra caldo e primo match dell’anno post-Melbourne, va costruito punto per punto.
Orari e prime indicazioni logistiche: esordio fissato a lunedì 16 febbraio, sessione serale in Italia “non prima delle 17.30”. Dettaglio non banale: la transizione crepuscolare dalla luce al neon può cambiare letture e timing sulla risposta.
Il cemento di Doha è storicamente “onesto” ma, con il caldo, la palla si alza e corre. L’allenamento con Medvedev sotto i 35 gradi dice già tanto: gestione dei carichi, termoregolazione e una prima di servizio solida saranno i tre pilastri. La sessione serale attenua il picco termico, ma l’umidità può diventare variabile tattica. Per Sinner, abituato a far male in spinta con il dritto e a “tenere” la diagonale di rovescio, servono prime percentuali alte e una seconda “protetta” dai pattern di uscita rapida dallo scambio.
Senza svelare troppo, basta scorrere il draw per capire il tenore dell’evento. Carlos Alcaraz è la testa di serie n. 1 e apre contro Arthur Rinderknech; nel mezzo, un parterre con Daniil Medvedev, Alexander Bublik, Andrey Rublev, Karen Khachanov, Jakub Mensik e Jiri Lehecka. Per Sinner, dopo Machac, la rotta potrebbe incrociare un giovane in salita o un “colpaccio” dalle qualificazioni, prima di quarti e semifinali da brividi. Un menù da ATP 500 “premium” che, nelle sessioni serali, promette partite di altissima definizione tecnica.
Il 2025 di Sinner ha raccontato un profilo statistico tra i più completi del tennis contemporaneo: miglior “server” per percentuale di game vinti al servizio (circa 92%), altissima resa con la seconda (vicino al 60%), e al tempo stesso miglior ribattitore del circuito per game vinti in risposta (oltre il 32%). Un ossimoro vincente: si tiene il turno con efficienza “da specialista” e si spezza quello avversario con la costanza dei grandi. Dentro Doha, dove la palla “salta”, questa doppia cifra diventa ancora più preziosa.
La cornice competitiva, intanto, rimane di massimo livello. Alcaraz ha scavato un solco in classifica dopo l’Australian Open di gennaio 2026, consolidando il n. 1 con un margine superiore ai 3.000 punti. Per Sinner, Doha è un passaggio-chiave per tornare in scia nel race stagionale e, soprattutto, per testare “sul vivo” gli aggiornamenti tecnici, prima del doppio snodo Dubai/Acapulco e del Sunshine Double tra Indian Wells e Miami.