pattinaggio di velocità
Short track, staffetta femminile italiana d'argento, Arianna Fontana nella leggenda con la 14esima medaglia
Protagoniste dell’impresa anche Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel. La supercampionessa ha superato Mangiarotti
Ancora una volta la storia si scrive sul ghiaccio milanese, ai Giochi di casa e sotto gli occhi della premier Giorgia Meloni: Arianna Fontana diventa la donna più vincente di sempre, fissando a 14 i podi olimpici. Nessuno, tra uomini e donne, aveva mai toccato questa quota. Cade così, dopo 66 anni, anche il primato in bianco e nero di Edoardo Mangiarotti. Il traguardo arriva con un argento di squadra nella staffetta 3000 metri, frutto di un gioco corale che in passato le era stato persino contestato.
Con Arianna Sighel, Elisa Confortola, Chiara Betti e Gloria Ioratti in qualità di riserva, l’Italia si prende un secondo posto dal peso specifico enorme: è la 26ª medaglia azzurra ai Giochi, ben oltre le più rosee previsioni. Davanti solo la Corea del Sud, dietro il Canada; in mezzo, ancora lei, la fuoriclasse che da vent’anni detta il passo.
C’era già a Torino 2006, ed eccola oggi, a 35 anni, a incidere un’altra impronta indelebile su un Olimpico che non smette di raccontarla. "Che emozione, bellissima", ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in tribuna con il ministro Andrea Abodi, il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, e il sindaco Giuseppe Sala.
Dopo l’amarezza per il quarto posto nei 1000 metri, la valtellinese è tornata con la consueta feroce determinazione e, giro dopo giro, ha trascinato l’Italia sul podio: quattro gare fin qui, tre medaglie. È il filo tenace che da due decenni lega la sua vita sportiva alle Olimpiadi. Quelle di casa, peraltro, non potevano sfuggirle: Fontana fu tra le ambassador della candidatura di Milano Cortina.
Con lei, nel 2019 quando il Cio assegnò i Giochi all’Italia, c’era anche la giovanissima Confortola: allora promessa, oggi già campionessa con l’oro nella mista e l’argento nella staffetta lunga. Smaltita la delusione dei 1000 con l’abbraccio alla sua big family e all’inseparabile marito-allenatore Antony Lobello, Fontana non si è lasciata distrarre nemmeno dai malumori seguiti alle esternazioni di Pietro Sighel.
"Anche se è la mia 14/a, vincerla così è davvero incredibile. Il pubblico è stato fantastico. Non ho parole, nello spogliatoio ho avuto un calo di pressione... È stato un lavoro di squadra. Ognuno di noi. Nessuno escluso", ha detto la regina dei pattini. E, da perfezionista, ha aggiunto: "Sono un po’ delusa per il cambio di posizione finale perché ci credevo davvero. Onestamente non ho sentito la coreana, accidenti a lei. Ma siamo tutte contente. È stata una stagione piuttosto lunga".
L’avvicinamento ai Giochi è stato un andirivieni tra piste, viaggi e un infortunio che l’aveva allarmata. "Nonostante tutto sono sempre riuscita a dare tutto e a essere qui pronta e determinata. Siamo scese sul ghiaccio sapendo di non essere nella migliore posizione di partenza, da quarte, ma siamo rimaste calme e composte, sfruttando le opportunità. Abbiamo fatto pressione quando era il momento di farlo e portiamo a casa una medaglia d’argento che credo sia davvero un sogno che si avvera per tutte e quattro".
E non è ancora finita. Venerdì c’è la chance dei 1500 metri a chiudere un’altra Olimpiade da favola, la sesta: quella che certifica, una volta per tutte, Arianna Fontana come l’olimpica italiana più medagliata di sempre.