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Dallo ski cross l'ultima speranza di una medaglia d'oro per l'Italia. Deromedis: «Non mi pesa, il mio mito è Senna»
Ha vinto pochi mesa fa un Mondiale e gareggerà domani, sabato 21 febbraio, a partire dalle 10
Il suo mito è Ayrton Senna e, per omaggiarlo, indossa un casco bianco e rosso che ricorda la McLaren dell'asso brasiliano.
Simone Deromedis è, sostanzialmente, l'ultima speranza per catturare una medaglia d'oro in Valtellina, dove gareggerà nello ski cross e dove tra Bormio e Livigno sono arrivate tante soddisfazioni per gli azzurri ma solo d'argento e di bronzo. "Non mi pesa, sono tranquillo", racconta Deromedis all'ANSA. "Mi sento in forma, farò la mia gara senza pensarci troppo". Deromedis gareggerà domani, sabato 21 febbraio, a partire dalle 10.
La sua storia parla da sola e non può che essere citato tra i favoriti della competizione: primo italiano a vincere un Mondiale (2023 in Georgia) e il successo in Val Di Fassa meno di un mese fa a dargli la carica. "Il clima dei Giochi è sempre speciale. Livigno è in festa, è tutto bellissimo. In albergo si respira un'atmosfera un po' meno intensa rispetto al Villaggio Olimpico, ma resta comunque qualcosa di unico".
Una vita in cui lo sport è tutto: praticarlo non guardarlo in tv sul divano. Ama il downhill ("ma non è disciplina olimpica"), il ciclismo e lo sci alpino: da questa passione, in Val di Non ("dove non c'è uno skilift") il salto verso lo ski cross, a 16 anni, con una esibizione al Trofeo Topolino di Folgaria.
Non è più tornato indietro e ora arriva la seconda Olimpiade, dopo il quinto posto a Pechino e una mossa restata nell'immaginario collettivo, una spettacolare spaccata in volo, imitando il celebre gesto tecnico di Kristian Ghedina sulla Streif di Kitzbühel.
"La velocità mi è sempre piaciuta. Ho anche una passione per i motori". Senna, appunto. Il paragone tra ski cross e Formula Uno è piuttosto evidente: scie, sorpassi, sportellate, rischi. "Il clima dei Giochi è sempre speciale. Livigno è in festa, è tutto bellissimo. In albergo si respira un'atmosfera un po' meno intensa rispetto al Villaggio Olimpico, ma resta comunque qualcosa di unico".
Ora la responsabilità di portare l'unico oro a Casa Italia a Livigno. "Sono Olimpiadi da record, con tante medaglie emozionanti. Se devo proprio scegliere, dico l'argento di Giovanni Franzoni in discesa libera e il bronzo di Flora nel big air, gara che sono andato a vedere per caricarla un po'. Mi sento molto vicino a loro. Sono stati eccezionali"