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Lautaro, il muscolo che ferma il capitano: l'incidente che ridisegna il mese dell’Inter

Un risentimento al soleo che pesa come un cartellino rosso: tempi, partite a rischio e cosa cambia per i nerazzurri

20 Febbraio 2026, 15:03

Lautaro, il muscolo che ferma il capitano: dentro il “caso soleo” che ridisegna il mese dell’Inter

Lautaro Martinez

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La scena si consuma nel freddo di Bodø, il respiro si condensa in nuvole bianche e l’eco del palo colpito rimbalza ancora nell’Aspmyra. Lautaro Martínez si ferma al minuto sessantuno, la mano al polpaccio sinistro, un cenno alla panchina: basta così. Il giorno dopo, a Rozzano, il verdetto degli esami all’Istituto Humanitas: “risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra”, con nuova valutazione la prossima settimana. Una formula clinica asciutta che però spalanca interrogativi sportivi enormi: un’assenza stimata in circa 3–4 settimane può ridisegnare il calendario e le ambizioni dell’Inter di Cristian Chivu.

Cosa dicono i referti: nessuna lesione, ma stop vero

Il comunicato dell’Inter è lineare: esami clinici e strumentali, diagnosi di “risentimento muscolare al soleo”, nuova valutazione tra 7 giorni. Tradotto: non c’è una lesione anatomica conclamata, ma il quadro è sufficiente per fermare il capitano. La stima più prudente — confermata da varie testate — parla di 3–4 settimane ai box, che mettono a serio rischio il derby dell'8 marzo 2026 e blindano la sua assenza per Lecce, ritorno del playoff di Champions League con il Bodø/Glimt, Genoa e andata della semifinale di Coppa Italia con il Como.

Il calendario che trema: derby, Coppa Italia e playoff europei

Cronologia alla mano. L’andata a Bodø è già andata male: 3-1 per i norvegesi, con ritorno fissato a San Siro martedì 24 febbraio. Poi, in rapida sequenza, Lecce-Inter, Inter-Genoa e soprattutto il derby di domenica 8 marzo. In mezzo, il primo round della semifinale di Coppa Italia: Como-Inter martedì 3 marzo alle 21, con il ritorno tra 21 e 22 aprile a San Siro. Un mese denso, ora senza il suo faro offensivo.

Un infortunio “piccolo” che pesa tanto: perché il soleo è subdolo

Il “soleo” è un muscolo profondo del polpaccio, cugino del gemello (gastrocnemio), specializzato nella stabilità e nella spinta durante corsa e cambi di direzione. Nei calciatori, i risentimenti del soleo sono traditori: il dolore può sembrare gestibile, ma il rischio di recidiva — se si forza il rientro — è concreto. Studi sport-medicali collocano il ritorno in campo dopo uno strain del comparto polpaccio in una forbice mediana di circa 30–40 giorni, con variabilità legata a sede, edema e coinvolgimento del tendine centrale del soleo in risonanza. In presenza di semplice “risentimento”, i tempi possono comprimersi, ma il confine tra prudenza ed azzardo è sottile.

Il quadro agonistico: playoff Champions in salita

La sconfitta per 3-1 all’andata a Bodø affida al ritorno una missione complicata. Farlo senza Lautaro, autore di 14 reti in campionato e riferimento emotivo, toglie verticalità, pressing e una quota di gol “non costruibili”. La cronaca e i numeri dell’andata raccontano di un Inter pericolosa ma punita dall’uno-due norvegese (Hauge-Høgh in tre minuti) e ora costretta a ribaltare due gol di scarto. Senza il capitano, la rimonta esige un upgrade di Marcus Thuram, l’energia di Francesco Pio Esposito (a segno in Norvegia) e, all’occorrenza, minuti da “nine-and-a-half” per Hakan Calhanoglu o inserimenti di Ange-Yoan Bonny.

Derby d’Italia? No, Derby di Milano: l’appuntamento del 8 marzo

Gli indizi incrociano le agende: il Derby della Madonnina è calendarizzato per domenica 8 marzo 2026, con il Milan padrone di casa. La stessa Lega Serie A inquadra la gara nel Matchday 28 e la stampa specializzata ne parla da settimane come snodo-scudetto. La proiezione temporale dell’infortunio di Lautaro collide con questa data: recupero possibile solo se la rivalutazione della prossima settimana offrirà segnali molto positivi e se il protocollo di rientro darà il via libera senza rischi. Realisticamente, oggi, la sua presenza è quantomeno in dubbio.

Coppa Italia: Como sulla rotta, Inter senza il capitano

Il percorso dice semifinale contro il Como: andata al Sinigaglia il 3 marzo (21:00), ritorno a San Siro tra 21–22 aprile. È stata la stessa Inter a ufficializzare giorni e orari dell’andata, con ritorno in finestra primaverile. L’assenza di Lautaro all’andata sposta qualche equilibrio: Cesc Fàbregas ha costruito un Como verticale e maturo, capace di resistere e ripartire. Per i nerazzurri, capitalizzare le palle inattive e la fisicità di Bonny/Thuram può diventare una necessità.

Scenari di rientro: dalla prudenza “scientifica” al calendario reale

  1. Se la rivalutazione di metà settimana confermasse un quadro di semplice “risentimento” in regressione, una finestra di rientro intorno a 3 settimane aprirebbe uno spiraglio per la zona 15–22 marzo (tra Inter-Atalanta e Fiorentina-Inter), con il derby ancora borderline. È l’ipotesi “ottimista”.
  2. Se i tempi si allungassero a 4 settimane, il rientro slitterebbe a inizio aprile (prima di Roma-Inter), con gestione conservativa sfruttando la sosta per nazionali e togliendo dal tavolo la tentazione di forzare per la Finalissima del 27 marzo. È l’ipotesi “prudente”.

Gli studi su infortuni al polpaccio nei pro-atleti raccomandano di personalizzare tempi e progressioni in base a dolore, test funzionali e imaging: l’edema e l’eventuale interessamento del “tendine centrale del soleo” correlano a rientri più lunghi. In più, il “recidiva risk” cresce se si bruciano le tappe. In una corsa a tappe come quella nerazzurra, il controllo del rischio è un investimento sul medio periodo.