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Olimpiadi invernali

Biathlon, un malore stoppa la corsa all'oro di Giacomel: «Fermarsi è devastante ma non mi arrenderò»

L'italiano ha dovuto interrompere la sua gara a causa di una dolorosa fitta al fianco. Nei prossimi giorni farà ulteriori accertamenti

20 Febbraio 2026, 19:07

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Biathlon, un malore stoppa la corsa all'oro di Giacomel: «Fermarsi è devastante ma non mi arrenderò»

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Prima l’illusione dei due poligoni superati senza errori, poi la fitta al fianco e lo stop. Tommaso Giacomel conclude i suoi Giochi a bordo pista, costretto al ritiro proprio quando la sua Olimpiade, fin lì stregata, sembrava instradata verso un epilogo di prestigio. Niente festa sul podio: per il 25enne trentino arrivano un’ecografia e un elettrocardiogramma, che escludono complicazioni dopo il lieve malore accusato in gara. In precedenza l’azzurro aveva infiammato l’entusiasmo dei quasi 16 mila presenti ad Anterselva.

Il malore e il commento di Giacomel

Impeccabile al primo e al secondo poligono, Giacomel si era inserito nel drappello di testa insieme a tre norvegesi e al francese Émilien Jacquelin, in gara con l’orecchino di Marco Pantani e protagonista di un tentativo di allungo alla “Pirata”. Poi il gruppo si assottiglia, Giacomel scompare dalle immagini e dai rilevamenti: quando riappare è completamente piantato. La sua avventura olimpica termina poco dopo; ulteriori accertamenti saranno svolti nei prossimi giorni. "Fermarsi è devastante, ma non c’era nulla che potessi fare contro il mio corpo - racconta l’azzurro -. Non è assolutamente la fine dei Giochi che speravo, ma non mi arrenderò mai. Quattro anni volano veloci e ci riproverò in Francia".

L'esito della gara

Davanti trionfa il norvegese Johannes Dale-Skjevdal, alla prima medaglia olimpica. Nell’era in cui la Norvegia ha sfornato campioni in serie, su tutti i fratelli Johannes e Tarjei Boe, ritiratisi l’anno scorso, Dale si è guadagnato il posto in prima squadra con fatica. Rapidissimo sugli sci, ha trovato per la prima volta quattro serie perfette al tiro (20 su 20) proprio nell’occasione della vita e nella giornata in cui tutti gli altri hanno pagato dazio, complice un’Anterselva capricciosa tra sole, nuvole, raffiche e nevischio. Alle sue spalle si piazza il connazionale Sturla Holm Laegreid, che chiude con cinque medaglie in questi Giochi, nessuna d’oro. Terzo il veterano francese Quentin Fillon Maillet: malgrado quattro errori, all’ultimo giro riprende e supera il tedesco Philipp Horn. Per il transalpino è la quarta medaglia di questa edizione, dopo tre ori, e la nona considerando anche Pechino: è l’atleta francese più medagliato di sempre alle Olimpiadi, estive e invernali. Per l’Italia maschile si archivia un’Olimpiade senza podi individuali; l’unico sorriso per Giacomel e Lukas Hofer resta l’argento della staffetta mista. Hofer, 36 anni, 25° al traguardo, ha salutato Anterselva – che gli ha tributato un’ovazione – diventando il biatleta con più gare olimpiche disputate: 28, con un argento e due bronzi nella mista.