il caso
Polemiche e gaffe per il bob israeliano guidato dal primo ebreo ortodosso alle Olimpiadi
Prima della Rai era stata la tv svizzera a finire al centro delle polemiche per avere ricordato le posizioni in favore della guerra a Gaza di Aj Edelman
La prima volta del bob israeliano alle Olimpiadi ha registrato più polemiche che successi sportivi. Sulla pista Eugenio Monti di Cortina l'equipaggio a 4 occupa la 24/a e ultima piazza dopo le prime due discese, dopo che quello a 2 ha già mandato tutto in archivio con la 26/a e ultima posizione.
Eppure la presenza della squadra israeliana, che a Cortina soggiorna al Villaggio olimpico, è passata tutt'altro che inosservata. Un po' perché si tratta di un debutto in questo sport, ma soprattutto per diversi episodi avvenuti in queste queste settimane.
Già prima di scendere in pista, il leader AJ Edelman aveva denunciato, il 7 febbraio, il furto di oggetti per un valore di migliaia di euro che sarebbe avvenuto nell'appartamento - la località non è stata resa nota - in cui risiedeva con alcuni compagni di squadra per rifinire la preparazione.
Edelman, americano-israeliano, è ritenuto il primo ebreo ortodosso alle Olimpiadi invernali: obiettivo raggiunto nel 2018, quando gareggiò nello skeleton. È sua l'idea di una squadra israeliana di bob, ribattezzata Shul Runnings a richiamare in parte il film Cool Runnings sulla nazionale giamaicana e in parte il termine yiddish per sinagoga.
E su di lui si sono concentrate le critiche di Stefan Renna, commentatore della tv svizzera Rts, che durante la telecronaca del bob a 2 ha sottolineato come Edelman si definisca "sionista fino al midollo" e in questi anni abbia postato sui social "vari messaggi a favore del genocidio a Gaza" e abbia chiesto di mandare "forza" al compagno di squadra Ward Fawarsy (anche lui presente a Cortina) mentre era impegnato con l'esercito israeliano nella Striscia.
Ancora, Renna ha ricordato come Edelman definisca l'intervento militare israeliano in cui sono stati uccisi oltre 70mila palestinesi "la guerra più giusta e morale della storia" e, in un video, abbia deriso la scritta "Free Palestine" su un muro di Lillehammer durante una tappa di Coppa del mondo.
Il commentatore metteva in dubbio il suo diritto a partecipare ai Giochi, visto che russi e bielorussi possono gareggiare solo come neutrali e a patto che non sostengano la guerra. Ma per il Comitato olimpico israeliano andrebbe sospeso Renna: in una lettera a Rts si chiedono scuse pubbliche dell'emittente e di considerare "la sospensione dalla copertura olimpica" del conduttore.
Quale sia la posizione di Edelman, lo ha scritto su X e Instagram lo stesso pilota poco prima del fuorionda Rai che ha sollevato l'ennesima bufera per la tv italiana ("Evitiamo l'equipaggio israeliano" le parole del commentatore, seguite dalle scuse del neo direttore): "Nel caso in cui ci siano commentatori svizzeri in attesa della loro occasione oggi, qualsiasi cosa mi citerete riguardo al sionismo o a quanto sia giusto Israele, sono orgoglioso di averla detta", ha ribadito Edelman.