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Milano-Cortina incorona il suo Re del Nord: Johannes Klaebo fa sei su sei e riscrive l’Olimpo

Sei ori in due settimane, un podio tutto norvegese nella 50 km e un primato che resisteva da quasi mezzo secolo. La leggenda di Klaebo nasce tra i binari di Tesero e cambia per sempre lo sci di fondo.

21 Febbraio 2026, 18:59

Milano-Cortina incorona il suo Re del Nord: Johannes Klaebo fa sei su sei e riscrive l’Olimpo

Sei ori in due settimane, un podio tutto norvegese nella 50 km e un primato che resisteva da quasi mezzo secolo. La leggenda di Klaebo nasce tra i binari di Tesero e cambia per sempre lo sci di fondo.

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C’è un momento, negli ultimi chilometri della 50 km di Tesero: Johannes Høsflot Klaebo si alza sui bastoncini, accelera come fosse in una gara di sprint, e trasforma l’agonia della distanza in un atto di dominio. In pochi secondi materializza l’impossibile: il sesto oro in altrettante gare a Milano-Cortina e un record che la storia dei Giochi Invernali non aveva mai osato immaginare. Sul traguardo, dietro di lui, altri due norvegesi — Martin Løwstrøm Nyenget e Emil Iversen — completano un podio monocolore che racconta la potenza di un movimento e la grandezza di un campione. Lo sci di fondo ha un nuovo spartiacque.

Con questa vittoria nella 50 km mass start a tecnica classica, il ventinovenne di Oslo firma il sesto oro dei suoi Giochi di Milano-Cortina 2026, superando il primato di cinque ori in un’unica edizione che apparteneva a Eric Heiden dai Giochi di Lake Placid del 1980. Un primato rimasto intatto per quasi 46 anni

Il trionfo alla 50 km completa un “clean sweep” assoluto: sei gare su sei vinte nello stesso programma olimpico maschile di fondo. Nessuno, prima di lui, aveva fatto qualcosa di simile nella disciplina.

Con questo oro, Klaebo sale a 11 ori olimpici in carriera (3 a PyeongChang 2018, 2 a Pechino 2022, 6 a Milano-Cortina 2026), issandosi alle spalle del solo Michael Phelps nella classifica generale di tutti i tempi per ori ai Giochi. Nel medagliere invernale è ora davanti alle leggende norvegesi Bjørn Dæhlie, Ole Einar Bjørndalen e Marit Bjørgen.

Il copione della 50 km era scritto nella neve di Val di Fiemme, ma l’interpretazione è stata magistrale. Il ritmo alto imposto fin da subito ha sfilacciato il gruppo, fino a lasciare in testa un terzetto esclusivamente norvegese. Sull’ultima salita utile, Klaebo ha cambiato marcia: uno strappo secco, il passo in corsa che ormai è un marchio di fabbrica, e il distacco si è aperto come una fessura destinata a diventare crepa. Sul traguardo, l’oro è arrivato con 8,9 secondi di margine su Nyenget e 30,7 su Iversen; il francese Théo Schely ha chiuso quarto a quasi tre minuti, fotografia di una superiorità tecnica e mentale.

Dietro il dominio norvegese, la gara è vissuta di episodi: qualche ritiro eccellente, vallate di fatica, cambi sci gestiti con chirurgica freddezza. Ma la verità è che, nel momento decisivo, la 50 km è parsa un lungo corridoio verso la storia.

Chi è abituato a pensare a Klaebo come a un “purista” dello sprint dovrà aggiornare gli archivi. A Milano-Cortina 2026, il norvegese ha vinto in ogni formato: dalla velocità alla resistenza, dal classico al libero, dalla gara individuale al gioco di squadra. Ha vinto la 20 km skiathlon (10 km classico + 10 km libero), lo Sprint classico, i 10 km a tecnica libera, la Staffetta 4x7,5 km, con la Norvegia, la Team sprint a tecnica libera e appunto la 50 km mass start classica, la consacrazione definitiva.