Calcio
Felicità Atalanta, alle radici dell'impresa Champions
L'unica italiana a passare il turno il giorno dopo racconta emozioni e strategie. E il tecnico Palladino finisce in copertina. Ecco le parole dei protagonisti
Un'azione della gara di ieri tra Atalanta e Dortmund
“Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Quella di ieri è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all'ultimo minuto. L'Atalanta è questa cosa qui.”
Così l'amministratore delegato dell'Atalanta Luca Percassi ha commentato il passaggio del turno in Champions League contro il Borussia. "Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste - ha proseguito Percassi -. È stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all'ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all'andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio". Il dirigente dei bergamaschi parla ancora del tecnico: "E' un predestinato per qualità e visioni, ha saputo toccare le corde giuste e soprattutto è riuscito a preparare la partita in poco tempo - afferma Percassi -. Ci ha sempre creduto. Adesso ci aspetta l'Arsenal o il Bayern. L'Arsenal l'abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l'Atalanta". Infine, spazio all'emozione: "Sì, sono commosso perché in questi anni abbiamo vissuto tante partite gloriose ma quello che emerso davvero questa sera è l'Atalanta - ha concluso l'ad -. Anche in questi mesi in cui ci sono state difficoltà tra chi ha espresso supporto e chi ha storto il naso. Noi dobbiamo saper lavorare anche negli errori con grande umiltà e grande convinzione".
Palladino ribatte con un’ammissione: “Per me è stata la gara più importante della mia carriera”. Il tecnico continua: “Difficile rimontare un doppio gol di svantaggio. I giocatori ci credevano, l'ho visto nella preparazione - spiega il tecnico nerazzurro -. Erano attenti nello studio degli avversari. La partita l'abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all'attacco alla profondità per superare la loro linea alta". "E' un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni - sottolinea ancora Palladino -. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Samardzic, so che è bravo a tirarli".