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serie A

Inter forza 8, stende il Genoa e vola a +13: ma chi può togliere lo scudetto ai nerazzurri?

Apre le marcature Federico Dimarco e chiude un rigore di Calhanoglu: risultato mai in discussione

28 Febbraio 2026, 22:56

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Inter forza 8, stende il Genoa e vola a +13: ma chi può togliere lo scudetto ai nerazzurri?

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L’Inter prosegue la propria marcia senza voltarsi indietro: supera anche il Genoa e, almeno per una notte, si porta a +13 sul Milan, atteso dalla trasferta con la Cremonese, a una settimana dal derby con i rossoneri.

I nerazzurri non incantano, ma con una rete per tempo (Dimarco nel primo, Calhanoglu su rigore nel secondo) centrano l’ottavo successo consecutivo in campionato e la quattordicesima affermazione nelle più recenti giornate.

Dopo 27 turni, la formazione di Chivu tocca quota 67 punti per la terza volta nell’era dei tre punti, dopo le stagioni 2023-24 e 2006-07: il modo più efficace per archiviare l’amarezza dell’eliminazione in Champions e mettersi in rotta verso la stracittadina.

Davanti a oltre 70mila spettatori a San Siro – tra cui Arianna Fontana, fresca del record di medaglie per un atleta italiano alle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina – l’Inter prende subito il controllo del gioco. Il Genoa si chiude con ordine e prova ad affacciarsi in ripartenza. Bonny è il primo a impegnare Bijlow con un sinistro al volo che l’estremo difensore rossoblù devia in angolo in tuffo.

I padroni di casa alzano i ritmi e sfiorano il vantaggio con un destro dalla distanza di Mkhitaryan che, deviato da Vasquez, si stampa sulla traversa. Bijlow è tempestivo poco dopo su un colpo di testa preciso dello stesso Bonny, ma nulla può sull’ennesima prodezza di Dimarco: servito da un lancio di Mkhitaryan, l’esterno mancino fulmina il portiere con un sinistro al volo nell’angolo basso.

Per l’italiano è il sesto centro in questa Serie A, cui si sommano 14 assist: ha così preso parte a 20 reti, eguagliando il primato nella Serie A a 20 squadre di Massimo Oddo (2005/06).

Nella ripresa De Rossi inserisce Amorim per uno spento Malinovskyi e l’intera squadra ligure alza la pressione, costringendo l’Inter a difendersi più bassa. Chivu attinge alla panchina e getta nella mischia Bisseck, Esposito e Calhanoglu; tra gli ospiti entrano anche Ekuban, Ekhator e Messias per Vitinha, Colombo e Baldanzi. Nel miglior frangente genoano, però, la capolista è cinica. Luis Henrique sfiora il raddoppio con un destro deviato da Martin, su cui Bijlow si salva con l’aiuto del palo.

Sull’azione successiva, il brasiliano crossa e trova il tocco di mano netto di Amorim: Fabbri indica senza esitazioni il dischetto. Calhanoglu non fallisce, firma il 2-0 e torna al gol a un mese e mezzo dall’ultima marcatura. Il Genoa non si arrende: Ekhator per un soffio non arriva sulla rasoiata di Messias, quindi Ellertson, dimenticato da Luis Henrique, colpisce di testa da solo ma manda a lato. Ancora Ekhator crea scompiglio con un tiro-cross su cui Akanji rischia l’autorete; il pallone, però, si adagia fortunosamente tra le mani di Sommer. È l’ultimo brivido: l’Inter porta a casa un’altra vittoria e San Siro ribolle già in attesa del derby.

Dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Inter, Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha espresso il proprio rammarico ai microfoni di Sky Sport: "Non sono soddisfatto perchè non abbiamo fatto il massimo per poter mettere l’Inter in difficoltà. I ragazzi sono ben concentrati sulla lotta salvezza e ogni giorno mi fanno ben sperare".

Il tecnico ha insistito sull’importanza dei dettagli contro avversari di alto livello: "Contro squadre del genere devi fare girare gli episodi a tuo favore, mantenendo la massima attenzione".

E ha aggiunto: "La classifica era brutta e rimane tale. Il campionato è ancora lungo, sapevo che l’Inter fosse più forte ma ci abbiamo provato".

De Rossi ha poi sottolineato il comportamento della squadra nel finale: "I ragazzi nel finale non hanno mollato, come all’andata dove la gara era rimasta aperta fino alla fine. Non siamo venuti qui per perdere, ma accettiamo il verdetto del campo".

Guardando al prosieguo della stagione, l’allenatore ha ammesso: "Non ho tempo per costruire la squadra come vorrei, ma abbiamo il valore giusto per tenerci fuori dalla zona retrocessione. Siamo sulla strada giusta, partite come quelle con Lazio e Napoli lo certificano".

Infine, l’appello alla lucidità: "Non dobbiamo farci prendere dall’ansia di questa sconfitta, ma essere lucidi, lavorare con serenità e preparare la prossima partita contro la Roma".

P

rudenza e piedi per terra. Christian Chivu, allenatore dell’Inter, ha richiamato la squadra alla massima concentrazione dopo il 2-0 casalingo contro il Genoa, intervenendo ai microfoni di Sky Sport:

"Lo scudetto non è ancora vinto, ci sono ancora undici partite nelle quali dobbiamo dare continuità a quanto di buono fatto negli ultimi mesi".

"Eravamo consapevoli dell’importanza di questa partita, soprattutto per il finale di stagione che ci attende", ha esordito il tecnico nerazzurro.

"Abbiamo affrontato un Genoa in salute e che sa come metterti in difficoltà. Dovevamo ritrovare energia e ambizione, dando continuità a quanto fatto in questi mesi. Le partite si possono vincere o perdere, l’importante è dare il massimo sempre", ha ricordato Chivu.

Il tecnico ha quindi insistito sulla mentalità del gruppo: "La squadra ha una mentalità vincente, si allena bene e senza musi lunghi, accettando la realtà dei fatti nel bene e nel male. Abbiamo ambizione e voglia di essere competitivi".

E ha ribadito il monito: "Lo scudetto non è ancora vinto, ci sono tante partite da giocare e per questo dobbiamo continuare a marciare".