Sport
Calcio, il Frigintini non si presenta sul campo dell'Akragas. Che cosa sta succedendo?
Il rischio è che possa ripetersi un altro episodio del genere sancendo la fine della favola rossoblù
Una giornata nerissima per il calcio ibleo. L’anticipo del campionato di Promozione (Girone D) ad Aragona tra i padroni di casa dell’Akragas e l’Apd Frigintini non è neppure cominciato: la formazione ospite non si è presentata.
Sui canali social del club rossoblù si parla di un generico “motivo organizzativo”, ma dietro la scelta non ci sono né guasti al pullman né imprevisti: a determinare la diserzione sarebbe stata una frattura profonda tra lo spogliatoio e i vertici societari.
Stanchi di una gestione ritenuta insufficiente e di contrasti ormai insanabili con la dirigenza, i calciatori hanno deciso di incrociare le braccia, lasciando il terreno di gioco deserto.
Il Frigintini, terz’ultimo in classifica, è affidato a un tecnico giovanissimo e ambizioso come Ciccio Di Rosa e dispone di un organico composto in larga parte da prospetti emergenti, chiamati a misurarsi con un torneo ostico e dispendioso come la Promozione.
Le conseguenze disciplinari saranno immediate e severe. In base all’articolo 53 delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC), il Giudice Sportivo assegnerà all’Akragas il 3-0 a tavolino; al Frigintini sarà inflitta una penalizzazione di un punto per la prima rinuncia, oltre a un’ammenda che può andare da 200 a 1.000 euro, cui si possono sommare eventuali indennizzi alla società ospitante.
Il vero precipizio sportivo si materializzerà se la crisi non verrà ricomposta in tempi brevissimi. Il regolamento è esplicito: alla seconda rinuncia, anche non consecutiva, scatta l’esclusione dal campionato. Ne conseguirebbero lo svincolo d’ufficio di tutti i tesserati e la radiazione della matricola dai ruoli federali per la stagione in corso.
Sarebbe la fine dell’annata e un’ombra pesantissima sul futuro del club. Vedere il Frigintini in simili condizioni ferisce quanti, negli anni, hanno sacrificato tempo e risorse per sostenere questa realtà: una delle “matricole” più antiche ancora attive nel panorama calcistico isolano, espressione di una comunità laboriosa e appassionata, capace di scalare categorie e farsi rispettare su campi difficili grazie a una solidità che oggi pare un ricordo sbiadito.
Senza un’intesa rapida tra dirigenza e squadra, o un passaggio di consegne lampo, il calcio siciliano rischia di perdere un pezzo della propria anima. Il tempo stringe e il “countdown” verso la seconda rinuncia è già iniziato.