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calcio - serie d

La CastrumFavara acciuffa il Messina all'ultimo respiro. Si riaccende la speranza salvezza

Al 95' il penalty di Varela firma la liberazione gialloblu e fa esplodere il "Bruccoleri"

01 Marzo 2026, 19:42

La CastrumFavara acciuffa il Messina all'ultimo respiro. Si riaccende la speranza salvezza

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Un rigore trasformato al 95' d settimo minuto di recupero regala un punto preziosissimo e merito alla CastrumFavara che impatta 1-1 contro l’ACR Messina nello spareggio salvezza della 26ª giornata del campionato di Serie D, disputato allo stadio “Bruccoleri” davanti a circa 900 spettatori, di cui un centinaio ospiti. Un pareggio che sa di liberazione per i gialloblù, capaci di evitare in extremis una sconfitta immediata che avrebbe complicato in maniera quasi definitiva la rincorsa alla permanenza in categoria. La gara si mette subito in salita per i padroni di casa. Al 17’, alla prima vera conclusione verso la porta difesa da Di Silvestro, Toure lascia partire un destro dalla distanza che si insacca sotto la traversa. Un eurogol che gela il “Bruccoleri” e conferma una costante amara per i favaresi: al primo tiro avversario, troppo spesso, arriva il gol. Il Messina, cinico e compatto, trova il vantaggio con l’unica conclusione nello specchio della prima frazione. La CastrumFavara accusa il colpo ma non si disunisce. La reazione arriva intorno alla mezz’ora. Al 30’ Lanza sfonda sulla sinistra e pennella un cross sul quale Varela si avventa di testa, sfiorando il pareggio. Due minuti dopo è Piazza a impegnare Giardino, costretto a rifugiarsi in angolo. I gialloblù chiudono il primo tempo in crescendo, pur senza trovare il guizzo decisivo. Nella ripresa la squadra allenata da Infantino, costretto alla tribuna per squalifica, rientra in campo con grande determinazione. Al 47’ Varela, ancora di testa su cross dalla destra, manda di poco a lato. L’inerzia del match è tutta a favore dei padroni di casa. Il Messina arretra il baricentro e il tecnico Feola disegna un prudente 5-4-1 per difendere il vantaggio. I peloritani si affidano alle ripartenze e alla fisicità dei propri interpreti, riuscendo a contenere le offensive locali. Al 74’ Piazza fa tremare gli ospiti con una conclusione che sfiora l’incrocio dei pali. La pressione della CastrumFavara aumenta con il passare dei minuti, ma il muro messinese sembra reggere. Quando la sconfitta appare ormai inevitabile, arriva l’episodio che cambia tutto. Al 94’, nell’ultimo assalto, in una mischia in area De Caro trattiene vistosamente Varela. L’arbitro Paccagnella di Bologna indica senza esitazioni il dischetto tra le proteste ospiti. Sul pallone va lo stesso Varela che, al 97’, con freddezza trasforma il rigore dell'1-1 facendo esplodere lo stadio. È il premio per una prestazione generosa e per un secondo tempo giocato all’attacco con coraggio e determinazione. Il pareggio lascia l’amaro in bocca al Messina, che aveva assaporato una vittoria pesantissima in chiave salvezza, ma consente alla CastrumFavara di restare agganciata al treno playout. La corsa resta difficile, ma il carattere mostrato contro una squadra organizzata e tecnica come quella peloritana rappresenta un segnale importante. Al “Bruccoleri” finisce 1-1: un punto che vale più di quanto dica la classifica e che alimenta la speranza di una salvezza ancora tutta da giocarsi per le due squadre.

Il tabellino

Castrumfavara: Di Silvestro, Lo Duca, Di Paola, Scolaro, Lomolino (13' st Privitera), De Min, Ferrante (22' st Tripicchio), Ethegoyen (35' Chmarex), Varela, Lanza (22' st Limblici), Schembari (26' st Scolaro). A disp. Lauritano, Sorce, Francofonte, Saito. All. Infantino.

Messina: Giardino, Bosia, Garufi, De Caro, Pedicone, Trasciani, Aprile, Severino (42' st Clemente), Toure (35' st Zarbo), Oliviero (43' st Maisano), Tedesco. A disp. Padano, Kaprof, Matese, Werner, Roseti, Bonofiglio. All. Feola. Arbitro: Paccagnella di Bologna. Reti: pt 17' Toure, st 50' (rigore) Varela. Note: circa 900 spettatori di cui circa 100 ospiti; ammoniti Giardino, Tedesco, Di Dio Feola; angoli: 4 a 3 per gli ospiti; recupero 1 e 7.