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IL COMMENTO

Una domenica di Serie A da manuale: la Juve si salva in extremis, l'Inter passeggia e il Napoli trema

Il derby di domenica prossima, con tutto il rispetto, ha perso quello spessore misto a pathos che era stato immaginato fino a qualche settimana fa.

01 Marzo 2026, 22:59

Una domenica di Serie A da manuale: la Juve si salva in extremis, l'Inter passeggia e il Napoli trema

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La Roma spreca l’occasione della vita, si fa recuperare dal 3-1, la Juve rinasce con Gatti evitando che Gasperini scappi a “più 7”. Notte piena di contenuti, con i soliti strafalcioni dei singoli che spesso hanno condizionato la stagione della Juventus. Perin incerto in tutti e tre i gol, Cambiaso che non chiude su Ndicka consentendogli di colpire per il momentaneo 3-1, difesa ballerina malgrado il rientro di Bremer a tempo pieno. Spalletti deve accontentarsi di due squilli firmati Conceicao (bellissima esecuzione) e Boga prima del blitz di Gatti. A Gasperini è cambiata la vita con l’arrivo di Malen (ancora a segno), ma la beffa finale pesa.

L’Inter viaggia veloce, velocissima, verso lo scudetto. E il derby di domenica prossima, con tutto il rispetto, ha perso quello spessore misto a pathos che era stato immaginato fino a qualche settimana fa. Arrivarci con un vantaggio in doppia cifra - dieci punti è molto più che un privilegio, trionfo quasi preventivato che non cancella la brutta figura contro il Bodo Glimt. La corrente di pensiero che sintetizza come l’obiettivo della scorsa estate fosse la riconquista di quel famoso triangolino tricolore da ricucire sul petto non può far passare inosservata l’inadeguatezza dell’ultima prestazione Champions. I norvegesi sembravano giganti e non lo erano, ci sarà da riflettere per la prossima campagna europea. In Italia l’Inter fa un altro sport, anzi probabilmente è uno spot di totale insegnamento per chi all’alba di marzo è già fuori dai giochi. Contro il Genoa una morbida passeggiata senza il minimo affanno, l’ulteriore conferma che oggi Dimarco nel suo ruolo è tra i primi tre al mondo. Nella speranza che possa essere un bel salvagente per Rino Gattuso, i playoff per non bucare un altro appuntamento mondiale si avvicinano.

Il Milan ha risposto a Cremona con una prestazione normale, nobilitata negli ultimi minuti da Pavlovic a Leao. I soliti last minuti, una specialità di casa Allegri. L’indizio confortante - alla luce degli ultimi eventi - è che i rossoneri stavolta non hanno lasciato punti alle piccole. Sarebbe bastato onorare il 50 per cento degli impegni contro le squadre non di grossa caratura per restare aggrappati al carro scudetto, appunti che dovranno essere ripassati per farsi trovare pronti qualora in futuro ricapitasse un’opportunità del genere. Che non si giochi bene è ormai un cartello a caratteri cubitali, gli infortuni del Napoli non giustificano prestazioni in tono minore come quella di Verona. E neanche il trentesimo posto in Champions, una macchia che difficilmente verrà cancellata. Ormai ragioniamo in base ai tre punti: se ci sono bene, altrimenti è un disastro. Ma per arrivarci bisognerebbe avere un profitto migliore, la certezza di Conte oggi si chiama Rasmus Hojlund, abbinata allo squillo pesantissimo di Lukaku che aveva bisogno di un sorriso dopo un pieno di amarezze. L’insospettabile Atalanta, reduce da una grande notte contro il Dortmund, si ferma in casa del Sassuolo. Insospettabile perché viaggiava in quinta marcia e nessuno avrebbe immaginato uno stop del genere, a maggior ragione dopo aver trascorso quasi l’intera partita in superiorità numerica. Grosso merita complimenti e qualche titolo in più: la sua squadra gioca, non specula, raccoglie esponendo il manifesto del “lavoro serio che paga”.