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SERIE C

Il Catania è pronto all'assalto della capolista Benevento. La carica di Pieraccini: «Noi ci crediamo»

Il difensore dal ritiro campano prepara la partita di giovedì in trasferta. «Siamo più forti, a Salerno è mancato soltanto il gol. Sono sicuro che giocheremo al meglio per cercare il successo»

03 Marzo 2026, 09:20

Il Catania è pronto all'assalto della capolista Benevento. La carica di Pieraccini: «Noi ci crediamo»

Simone Pieraccini

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Il ragazzo che esprime maturità fuori dal campo. Il giocatore che cresce a dispetto dei 21 anni che dichiara all’anagrafe. Simone Pieraccini ha risposto, in esclusiva per il nostro giornale, alle domande prima del match di Benevento. Lo abbiamo raggiunto nel ritiro di Mercato San Severino, a 20 minuti da Salerno.

Pieraccini, dopo la gara di Salerno rimane la sensazione di una prestazione importante ma senza successo nonostante i tentativi. Cosa le lascia quello 0 a 0?
«Parto dal presupposto che abbiamo disputato una delle migliori partite di quest'anno contro una squadra forte e in un campo non facile».

Ma è mancato il gol.
«Parlandone con i compagni le rispondo: siamo stati orgogliosi della partita disputata e pensiamo che con questo spirito e con questa "cattiveria" che secondo me abbiamo avuto, i risultati arriveranno. Spero subito, contro il Benevento».

Quanto pesa questa partita nella testa di voi giocatori? Perché sarà la partita decisiva nella lotta all'inseguimento del primo posto, ma nella vostra mente cosa c'è?

«Noi siamo, oltre che una squadra forte, un gruppo forte e una famiglia. Quindi noi a Benevento andremo a fare la nostra gara. Sarà forse la partita più importante di quest'anno. Però noi l'andiamo a giocare con la serenità che ci vuole, sapendo che è fondamentale per noi e vogliamo imporci. Sappiamo quello che valiamo e quello che questa partita potrà darci in campionato».

I tifosi hanno comprato tutti i biglietti disponibili in mezz'ora. Saranno 1.400-1.500 persone. Anche questa è la testimonianza ulteriore dell'affetto che il Catania riscuote ovunque.
«Quest'anno ogni volta che siamo andati fuori, i tifosi sono sempre venuti. Biglietti invenduti non credo ci siano mai stati. In una partita così importante questa presenza massiccia ci può dare una mano. I tifosi catanesi hanno sempre dato quella spinta che rappresenta un plus per questa società».

Lei fa parte parte di un meccanismo che è quello della difesa a tre. Ha interpretato tutti e tre i ruoli, ha dato sempre prova di affidabilità. Com'è avvenuta la sua crescita in un ambiente esigente come quello di Catania?
«In estate quando ho deciso di venire a Catania ho ritenuto che opportunità migliore non ci potesse essere per un giovane. Sono approdato in Sicilia con lo spirito di fare qualcosa di importante. La città ti fa capire subito cosa vuole: è esigente, giustamente, perché non merita questa categoria. Io sono arrivato con umiltà per mettermi in gioco; non esistono titolari o riserve, esistono 24-26 atleti che possono essere utilizzati sempre».

In difesa fuori casa non avete preso gol in cinque gare. In casa mai. C'è un segreto?
«La cosa che ci aiuta è l’essere non solo compagni di squadra, ma veramente una famiglia. E questo in campo si vede quando. C'è una corsa in più o un salvataggio per il compagno. Tutto questo ci porta a non prendere gol. La differenza la fanno i dettagli».

Torniamo al Benevento. Ci saranno da fermare anche e soprattutto Maita e Lamesta.
«Anche Scognamillo in difesa fa la sua parte. Loro sono in fiducia, ma ce la possiamo giocare alla grande. Noi siamo più forti e non lo dico tanto per».

Ma lei ha segnato uno o due gol in questa stagione?
«Due ma a Siracusa me l’hanno annullato. Era regolare».

Catania cos’è oggi per lei?
«Una città fantastica. Ho portato la mia famiglia. Ha voluto vedere il mare anche dopo il ciclone. So, sappiamo che la gente siciliana ricostruirà tutto con orgoglio».