squalifica scontata
Il silenzio è finito, lo sfogo di Sebi Catania: "Tre mesi d’inferno, ho pagato per colpe non mie"
Il tecnico dell'Akragas torna in panchina: "Mai detto quelle frasi, porterò il caso fuori dai Tribunali sportivi"
Sebi Catania, allenatore dell'Akragas
Il silenzio è finito. Dopo novanta giorni trascorsi lontano dal rettangolo verde, a guardare i suoi ragazzi dalla tribuna, Sebi Catania torna a guidare l’Akragas SLP. Il rientro avviene in un momento cruciale: alla vigilia della sfida di Coppa contro l’Orlandina, un match che profuma di alta classifica e ambizioni pesanti. Ma prima di tuffarsi sulla tattica, il tecnico ha voluto svuotare il sacco su quella lunga squalifica che ha condizionato la stagione biancoazzurra.
Lo sfogo: "Squalifica ingiusta, la verità verrà fuori"
Le parole di Catania sono taglienti, cariche di una tensione accumulata sin dalla sfida interna contro il Pedara. «Sono stati tre mesi bruttissimi, difficili – ha esordito l'allenatore – una sanzione che non meritavo assolutamente. In quindici anni di carriera non avevo mai subito uno stop così lungo». Il tecnico non si limita a contestare la durata della pena, ma attacca frontalmente il merito del provvedimento: «Ho scontato tutto con dignità, ma ho pagato per responsabilità altrui. Sono volate parole che io non ho mai pronunciato. Farò accertare la verità nelle sedi opportune, che non sono quelle della giustizia sportiva». Un annuncio che promette strascichi legali e che rivendica l'integrità professionale di un uomo ferito.
La rincorsa e il sogno Coppa
Nonostante l'assenza del "timoniere", l'Akragas ha retto l'urto. Catania riconosce il valore del gruppo: «A dicembre, con il distacco dal Priolo che aumentava, è stata dura. Ma i ragazzi non hanno mollato e ora il gap è diminuito: se gli avversari inciampano, noi saremo lì».
Ora, però, l'attenzione si sposta sulla Coppa, obiettivo dichiarato del club. Di fronte c'è un' Orlandina agguerrita, seconda forza del campionato proprio come l'Akragas. «Servirà equilibrio contro una squadra di categoria e tradizione – avverte Catania –. Non credo più al vantaggio di giocare l'andata al Totò Russo: passerà il turno solo chi lo merita sul campo». Con la rosa quasi al completo e una condizione atletica in crescita, l'Akragas lancia la sfida: il ritorno di Sebi Catania è il primo "acquisto" di un finale di stagione che si preannuncia infuocato.