3 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:15
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Coppa Italia

L'Inter-2 si accontenta del pari a Como nella prima semificale: tutto rinviato al ritorno a San Siro

Chivu ne cambia otto rispetto alla partita col Genoa, nei comaschi c'era Nico Paz: poche emozioni

03 Marzo 2026, 23:15

L'Inter-2 si accontenta del pari a Como nella prima semificale: tutto rinviato al ritorno a San Siro

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Como e Inter si annullano: la semifinale d’andata di Coppa Italia termina 0-0 e il verdetto slitterà al ritorno, in calendario a fine aprile a San Siro.

Sulle rive del Lario va in scena una gara tutt’altro che scintillante, in cui la prudenza ha sovrastato quasi costantemente l’iniziativa offensiva.

Le scelte iniziali dei due allenatori lasciavano presagire un copione simile: Fabregas opta per un 4-2-3-1 che in non possesso si compatta in un 4-5-1, con Nico Paz impiegato da falso nueve; Chivu, dall’altra parte, rivoluziona otto undicesimi rispetto al successo sul Genoa, avanzando Diouf da seconda punta alle spalle di Esposito.

L’avvio è segnato da lunghi palleggi e pochi spiragli, complice l’attenzione massima nella fase difensiva. La prima vera opportunità capita al Como: Vojvoda sfrutta un errore di Bisseck e si invola, ma al momento della conclusione trova l’ottimo recupero di Carlos Augusto. Poco dopo, i lariani rischiano grosso per un’imprecisione di Butez in impostazione che per poco non spalanca la porta a Frattesi in area. Nico Paz prova a sorprendere con un sinistro insidioso, su cui Martinez è reattivo in tuffo e devia in angolo. Ancora Vojvoda si rende pericoloso, saltando Bastoni e Acerbi, ma calcia a lato di esterno destro.

La ripresa si apre con un brivido immediato per il Como: dopo appena 15 secondi, una spizzata di Esposito sul lancio di Martinez libera Darmian, il cui destro da posizione defilatissima centra il palo. La risposta dei padroni di casa è immediata e clamorosa: Vojvoda crossa teso, ma Alex Valle, a due passi dalla linea di porta, non inquadra lo specchio.

I tecnici provano a cambiare l’inerzia attingendo alla panchina: Fabregas inserisce Diao arretrando Paz tra le linee; Chivu getta nella mischia Zielinski, Thuram e Dumfries. L’effetto, però, è opposto alle intenzioni: il ritmo si abbassa ulteriormente e la partita scivola verso una gestione prudente, quasi a evitare qualsiasi scossa.

Il Como affaccia sporadicamente, ma la retroguardia nerazzurra è attenta; l’Inter, quando supera la metà campo, preferisce un possesso ragionato e privo di strappi. Nel finale affiora anche la stanchezza, fisica e mentale, complice il calendario imminente: sabato per i lariani la delicata trasferta a Cagliari, per i nerazzurri soprattutto il derby di domenica sera contro il Milan, potenzialmente dirimente nella corsa scudetto.

Così gli ultimi minuti scorrono con un interminabile palleggio sterile dell’Inter, mentre il Como osserva i difensori di Chivu scambiarsi il pallone senza affondare per quasi dieci minuti. La qualificazione alla finale, in sostanza, è rinviata al ritorno il prossimo 22 aprile.