paraolimpiadi
Caso russi ai Giochi: la Francia diserta le cerimonie di apertura e chiusura
La ministra dello Sport Marina Ferrari annuncia il boicottaggio diplomatico della Francia. Una protesta formale contro la riammissione degli atleti russi e bielorussi che gela i rapporti istituzionali a ridosso dell’evento
Un boicottaggio diplomatico che pesa come un macigno sull'avvio dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026. La Francia ha annunciato ufficialmente che non invierà nessun rappresentante del proprio governo alla cerimonia di apertura della manifestazione.
La decisione, comunicata dalla ministra dello Sport, Marina Ferrari, è una risposta diretta e formale al ritorno nelle competizioni degli atleti russi e bielorussi, ammessi dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) a gareggiare sotto bandiera neutrale.
Una scelta politica netta
Il disaccordo di Parigi non riguarda la competizione sportiva in sé, ma il segnale politico che la presenza di Mosca e Minsk invierebbe al mondo mentre il conflitto in Ucraina continua. Secondo quanto dichiarato dalla ministra Ferrari, la linea del governo francese è di assoluta intransigenza: la protesta diplomatica non si fermerà all'esordio dei Giochi, ma è destinata a coprire l'intero arco dell'evento.
Al momento, infatti, la decisione di non presenziare vale anche per la cerimonia di chiusura, prevista per il prossimo 15 marzo a Cortina.
Le ripercussioni sui Giochi
Lo strappo francese rompe la consuetudine diplomatica dei grandi eventi sportivi, specialmente tra Paesi europei legati da solidi rapporti come Italia e Francia. Sebbene gli atleti russi e bielorussi siano soggetti a restrizioni rigorose (divieto di inni, bandiere e simboli nazionali), la loro semplice partecipazione è considerata da Parigi inaccettabile.
Resta ora da capire se la mossa della Francia resterà un caso isolato o se aprirà la strada a un effetto domino, spingendo altre delegazioni governative (in particolare quelle del Nord Europa e della Gran Bretagna) a seguire la stessa linea di protesta.