Serie D
Zerbo cerca il rilancio: «Messina, In campo senza paura»
L'attaccante ha iniziato la sua avventura in giallorosso a dicembre condizionato da un infortunio: «Adesso sono al 100% e pronto a dare in campo quello che tutti si aspettano»
«Il momento è delicato, la sosta ci servirà per conoscere ancora meglio quello che chiede il mister. E noi stiamo lavorando proprio su questi concetti». Gabriele Zerbo è arrivato a dicembre in riva allo Stretto con grandi aspettative e tanta fiducia riposta in lui e nelle sue qualità ma sinora il campo non ha rispecchiato l’attesa.
«La mia avventura qui non è non è iniziata nel miglior modo – ammette Zerbo -. L’infortunio mi ha un po' rotti i piani ma, ormai, è passato e non conta. Adesso, da questa settimana, sto bene e anche se siamo marzo – dice sorridendo in maniera amara - e quindi adesso sono al 100%. Insomma, in forma, quindi speriamo di dare quello che si aspetta la piazza e di arrivare alla salvezza».
In campo, durante gli allenamenti, Feola è martellante. Segue i giocatori passo dopo passo, gli suggerisce i movimenti, ferma il gioco e spiega, spiega, spiega...Per questo il pareggio della Castrumfavara fa più effetto. «Il finale è stato particolarmente convulso, con tanta confusione e l’arbitro che non ci ha aiutato, ma questo non deve essere un alibi. Però è stato un episodio che ci deve servire come esperienza e l'arbitro non è un alibi, però, sicuramente non ci ha aiutato perché era fallo nostro».
Adesso occorre pensare alla prossima gara, dopo la sosta. «Da affrontare come abbiamo fatto con la Reggina. Dobbiamo pensare adesso alla Nissa, una squadra molto forte, costruita per vincere. Noi, però, siamo in una fase del campionato in cui non possiamo guardare l’avversario. Può venire la Reggina, il Real Madrid o qualsiasi squadra, dobbiamo entrare in campo per vincere e per raggiungere la salvezza».

Lavoro sul campo, in settimana, lavoro psicologico quello di Vincenzo Feola. «Il mister – racconta Zerbo – ci dice di mettere in campo l’abnegazione del girone d’andata ma anche di cacciare via quella paura di vincere che si avverte in campo».
Parla di coraggio, spesso, in allenamento Feola. Un messaggio che cerca di far passare in un gruppo che dopo aver annullato la penalizzazione si è un po’ seduta. «Io sono arrivato a dicembre e ho notato che, partendo da -14, i ragazzi dopo aver fatto gol, proprio per far sì che i punti andassero eliminati facevano un gol e poi si chiudevano per poter vincere la partita e rischiare niente o poco. Questo atteggiamento è stata la fortuna del Messina perché si è riusciti ad eliminare i 14 punti di penalizzazione però il girone di ritorno è sempre diverso, è un altro campionato e bisogna invertire la rotta».