sei nazioni
L'Italia del rugby fa la storia all'Olimpico, battuti i maestri inglesi per la prima volta
Grande trionfo per gli azzurri contro l'Inghilterra nel quarto match del torneo. Protagonisti assoluti Menoncello e Garbisi
Un'Italia commovente, cinica, sempre in partita, batte per la prima volta nella sua storia l'Inghilterra, dopo 32 ko consecutivi in altrettanti precedenti ufficiali. In un pomeriggio che gli appassionati di rugby ricorderanno a lungo, gli azzurri passano all'Olimpico per 23 a 18, ribaltando la partita nel secondo tempo dopo avere chiuso il primo per 10 a 12 ed essere stati sotto anche 10 a 18.
Grande protagonista Menoncello, autore della prima meta e decisivo per l'ultima marcatura di Marin, che ha segnato il sorpasso definitivo a poco meno di dieci minuti dalla fine. Il resto lo ha fatto il piede di Garbisi che ha permesso, grazie ai calci da fermo, di accorciare sugli inglesi.
È la seconda vittoria per l'Italia nel Sei Nazioni 2026. Dopo aver battuto la Scozia alla prima giornata sono seguite due sconfitte contro Irlanda e Francia. Oggi lo storico successo contro l'Inghilterra. Adesso gli azzurri sono quarti con 9 punti in una classifica guidata da Francia e Scozia con 15 punti.
Dopo un primo tempo molto equilibrato, la nazionale inglese parte forte ma trova una difesa azzurra solida e pronta a reggere fino al 21' quando il pallino del gioco lo prendono in mano i ragazzi di Quesada, capaci di sfruttare il calcio piazzato di Paolo Garbisi per il parziale vantaggio. Non dura tanto, perché cinque minuti più tardi l'Inghilterra rimette la faccia avanti con la meta di Freeman, approfittando di una dormita azzurra. Si arrabbia tantissimo Quesada, ma è un'Italia che risponde colpo su colpo e nonostante la sofferenza per la pressione inglese riesce a trovare la meta di Menoncello per il controsorpasso.
Eppure negli spogliatoi il parziale dice 10-12 per gli ospiti perché prima di scenderci, un'altra, grave, disattenzione azzurra nei propri 22 metri manda a meta di Roebuck.
L'avvio di ripresa, poi, è complicato perché l'Inghilterra prova a prendere il largo, portandosi sul 18-10 grazie ai piazzati di Smith. Lamaro&co, però, non arretrano e i cambi dalla panchina diventano decisivi, insieme alle punizioni al bacio di Garbisi e alla corsa finale di Menoncello che lancia Marin per la meta che porta gli azzurri al 23-18 finale.
Parte così la festa con il terzo tempo più dolce della storia del rugby italiano. Entusiasta Quesada a fine partita: "I ragazzi, anche se non erano favoriti, hanno superato il nervosismo del secondo tempo. Questa vittoria rappresenta un grande passo avanti nel nostro percorso. Oggi l'abbiamo costruita la vittoria". E poi ancora: "Credo che avevamo un piano gara e abbiamo avuto difficoltà a metterlo in campo per colpa dell'Inghilterra che giocava sempre al limite. Ma ogni volta che abbiamo potuto fare quello che avevamo preparato col pallone abbiamo fatto meta o conquista. Anche la panchina ha fatto benissimo. Sapevamo che poteva fare la differenza, per questo sono entrati velocemente". "Due anni fa in questa partita entravamo a pochi punti all'intervallo e non ci credevamo tanto. Oggi invece troviamo e sfruttiamo le opportunità che ci sono state, per questo dico che è uno step importante. Ora dobbiamo godere di questa vittoria, ma poi dobbiamo prepararci tranquillamente per una gigantesca partita contro il Galles".
Dunque l'appuntamento adesso è a Cardiff, per provare a rendere questo Sei Nazioni ancor più unico di quanto non lo sia stato fin qui. Vincendo il prossimo fine settimana, l'Italia otterrebbe per la prima volta il terzo successo in una edizione e potrebbe anche arrivare terza, la sua migliore posizione finale.