FORMULA 1
Australia, Mercedes riparte alla grande: Russell davanti ad Antonelli, Ferrari terza con Leclerc
Una partenza dalle tinte nuove, una strategia chirurgica e il battesimo di un’era: a Melbourne la Mercedes firma la doppietta e fa suonare l’allarme a Maranello
La scena che non ti aspetti arriva prima del semaforo: mentre il pubblico di Albert Park si stropiccia gli occhi, la McLaren di Oscar Piastri finisce contro le barriere nel giro verso la griglia. In corsia box spuntano i nuovi pannelli blu del pre‑start, il countdown a cinque secondi impone il silenzio, poi il via: la Ferrari scatta come un elastico con Charles Leclerc che, partito dalla P4, brucia George Russell alla prima curva. È il primo fotogramma di una domenica che inaugura il 2026 con regole inedite, gerarchie da riscrivere e una trama tattica che, al traguardo, premia la calma lucida della Mercedes. Russell rimette ordine, Andrea Kimi Antonelli rimonta dopo un avvio in apnea e le Rosse, pur velocissime, si perdono nel labirinto delle chiamate ai box. Numeri alla mano: vittoria di George Russell davanti ad Antonelli; Leclerc terzo, Lewis Hamilton quarto a meno di un secondo dal monegasco. Una fotografia che vale più di mille parole su dove va la Formula 1 nell’anno zero del nuovo regolamento.
Il peso specifico di una partenza: Leclerc scatta, Russell risponde
Il semaforo spegne l’attesa e accende l’istinto. Leclerc trasforma la trazione in leadership alla Curva 1, ma Russell non aspetta: contro‑sorpasso al giro successivo, poi un altro ribaltone con l’“Overtake mode” del monegasco. È un testa a testa elegante e ruvido al tempo stesso, mentre Hamilton resta lì, a portata di DRS, come un metronomo pronto a dettare la cadenza Mercedes se qualcosa andasse storto. La svolta, però, non si consuma in pista: la innescano due Virtual Safety Car ravvicinate, prima per lo stop della Red Bull di Isack Hadjar, poi per l’uscita della Cadillac di Valtteri Bottas. La Mercedes ne approfitta: doppio pit‑stop in fotocopia e gomma dura per andare lunga. In Ferrari si scommette sul contrario, restando fuori. È la mossa che, a posteriori, incornicia l’esito.
La mossa che decide: una sola sosta, tanta gestione
Nel paddock la vigilia aveva portato una certezza: su Albert Park la strategia più rapida, con temperature miti e usura sotto controllo, era la una‑sosta. La Mercedes la rende esecutiva nel momento giusto grazie alle due VSC, ritrovandosi davanti quando le Ferrari rientrano ai box in regime di bandiera verde. Da lì, l’equazione è perfetta: passo costante, gomma preservata, nessuna esitazione nei duelli con i doppiaggi. Al traguardo, Russell chiude in 1:23:06.801 con +2.974s su Antonelli e +15.519s su Leclerc; Hamilton è a sua volta incollato alla top‑3, +0.625s dal monegasco. Per l’inglese di Mercedes è la sesta vittoria in carriera, sigillata con una condotta da caposquadra; per Brackley è una doppietta che mancava in un’apertura di Mondiale dai tempi di Melbourne 2019.
Antonelli, esordio adulto: c’è personalità sotto il casco
Il semaforo tradisce Andrea Kimi Antonelli: scatto complicato, posizioni perse fino alla P7. Ma il diciannovenne bolognese non scompone il piede né la testa. Capitalizza la chiamata ai box sotto VSC, scava giri puliti nel traffico e, soprattutto, non spreca gomma nell’ansia della rimonta. Nella seconda metà di gara consolida la P2 e, negli ultimi giri, si mantiene entro tre secondi dal compagno: segnale forte, senza fronzoli. È un secondo posto che pesa per quello che racconta a Toto Wolff e agli avversari: la Mercedes ha trovato non solo velocità, ma equilibrio tra due piloti capaci di portare a casa punti pesanti con stili diversi.
Ferrari, velocità c’è: la vittoria sfugge nei dettagli
Nel corpo a corpo d’avvio Leclerc dimostra che la Ferrari 2026 ha artigli affilati. Il ritmo in aria pulita è reale, come reale è la sensazione che, senza l’inerzia dettata dalle VSC, la Rossa avrebbe potuto costruire una gara di controllo. A fine corsa Leclerc è onesto: fermarsi alla prima Virtual? “Non credo ci avrebbe dato la vittoria”, ammette. La SF‑26 brilla sul giro singolo e nel tratto centrale di stint, ma paga nell’overcut complessivo. Hamilton, su gomme equivalenti e con lo stesso schema a una sosta, arriva a meno di un secondo: dettaglio numerico che racconta come la Mercedes abbia avuto quel filo in più di consistenza sul passo. Per Maranello, comunque, è un podio di sostanza e una P4 con Hamilton davanti che fotografa un equilibrio di vertice più serrato rispetto al passato recente.
Hamilton, regia silenziosa e pressing finale
Lontano dai riflettori del duello davanti, Lewis Hamilton costruisce una gara da professore: economia di gomma, lettura dei tempi, pressione psicologica nel finale su Leclerc senza forzare oltre la soglia del rischio. Il distacco ridotto a 0.625s dice che la W15 2026 ha trazione, stabilità in inserimento e, soprattutto, una gestione energia‑gomma convincente nell’ultimo terzo di gara. Nel Mondiale lungo 24 Gran Premi, questi sono i punti che spesso valgono più di una vittoria occasionale.
Verstappen e Norris, partite a scacchi differenti
Le variabili del sabato pesano come macigni. Max Verstappen sfiora il muro in Q1 e parte dal fondo; la progressione domenicale è chirurgica fino alla P6 finale, incollato a Lando Norris, quinto con una McLaren veloce ma staccata di quasi un minuto dal vincitore. È l’altra notizia del giorno: nel primo confronto di peso, l’iride 2025 di Norris non è (ancora) in grado di replicare la brillantezza del finale della scorsa stagione. La sensazione è che, sul passo gara, manchi qualche decimo a serbatoio pieno e negli stint lunghi.
I rookie che fanno punti e i “nuovi ingressi” che imparano in fretta
Il 2026 porta in griglia nuove facce e nuovi stemmi. Sorprende in positivo Arvid Lindblad (Racing Bulls), subito a punti all’esordio con una P8 coraggiosa; bene anche Oliver Bearman (Haas), P7 matura per ritmo e gestione. Tra i debuttanti istituzionali, primo sorriso per Audi: Gabriel Bortoleto chiude P9, entrando nella top‑10 nella gara d’esordio della casa di Ingolstadt come team ufficiale. Capitolo Cadillac: domenica agrodolce, con Sergio Pérez all’arrivo in fondo al gruppo e Valtteri Bottas fermo sotto VSC; per un neonato undicesimo team l’obiettivo, ora, è macinare chilometri e dati. Sono tasselli che spiegano perché questo campionato prometta trame tecniche e sportive intrecciate come non accadeva da anni.