tribuna stampa
Allegri re del derby, Inter "sprecona", Spalletti si prende la Juve: cosa ci ha detto la giornata di serie A
Mktharyan si divora un gol, Dimarco sbaglia l'impossibile, rossoneri fanno il double nei derby
Estupinan si prende la copertina a colori, Allegri conquista un altro derby e fa percorso netto, il Milan accorcia e ora si trova sette punti sotto l'Inter. Troppi? Probabile. Ma emerge forte il rimpianto di aver lasciato per strada punti sanguinosi che avrebbero dato un senso diverso a questa nuova stracittadina in bacheca. Mkhitaryan si divora il vantaggio come un ragazzino alle prime armi e subito dopo colpisce il Milan. Nella ripresa Dimarco, quello delle giocate impossibili, fa anche peggio di Mkhitaryan e emerge il solito concetto, nelle grandi sfide all'Inter manca sempre qualcosa o qualcuno. In caso di scudetto Chivu potrà essere orgoglioso di averlo acciuffato al primo tentativo, un po' meno di certe interpretazioni.
La Juventus ormai è figlia, sorella, comunque parente strettissima di Luciano Spalletti. La pratica Pisa non era difficile da sbrogliare, ma quando chiudi il primo tempo sullo 0-0 il rischio è quello di farti assalire dall'ansia e di rendere complicate situazioni sulla carta comode. Spalletti ha proposto la cosa più semplice di questo mondo: siccome a gennaio non gli hanno preso l'attaccante centrale che voleva, a fine primo tempo ha tolto l'unica soluzione che aveva (David) e non ha più dato riferimenti aggrappandosi a Yildiz. Quattro gol e la conferma più importante, ovvero che in panchina c'è un allenatore vero e capace di trovare soluzioni anche quando i suoi presunti alleati di calciomercato hanno disatteso le richieste che aveva fatto. Presto tornerà Vlahovic e sarà musica diversa, magari approfondendo il discorso per il rinnovo del contratto in scadenza. Non crediamo che David sia diventato un brocco all'improvviso, ma i vuoti d'aria dentro la stessa stagione (esonero di Tudor in testa) hanno creato problemi che soltanto un condottiero vero avrebbe potuto mettere a posto. Non sappiamo se la Juventus entrerà tra le prime quattro, passaggio indispensabile per non buttare a mare l'ennesima stagione, ma di sicuro se la giocherà fino alla fine. La sconfitta della Roma in casa del Genoa è una spinta enorme, altri tre punti recuperati: dal "meno 7" (prima del gol di Gatti all'Olimpico) al "meno 1" nel giro di sette giorni. De Rossi toglie mattoni pesanti al palazzo che Gasperini sta cercando di costruire. Qualcuno dovrà rispondere: serviva davvero spendere 25 milioni per Vaz? Nei giochi per una poltrona Champions guai a sottovalutare il Como per condizioni di forma, qualità dell'organico e aspetto psicologico.
Il Napoli ormai ha un impegno a settimana, esattamente quanto non avrebbe voluto De Laurentiis dopo aver investito un numero incredibile di milioni. Conte dice che mai ha cercato l'alibi degli infortuni quando è andata esattamente al contrario, un lamento continuo. Adesso si tratterà di gestire senza danni dialettici il rapporto con De Laurentiis, le parti si incontreranno e decideranno cosa fare dall'alto di un contratto che scade nel 2027, il famoso pezzo di carta che nulla garantisce in assenza di totale armonia. L'approdo in Champions intanto è fondamentale a prescindere da cosa si diranno, il Torino è stato smontato senza alcun affanno. Diversa la storia dell'Atalanta, non è un caso che abbia collezionato solo due pareggi nelle ultime tre partite (Coppa Italia compresa) dopo lo sforzo per eliminare il Borussia Dortmund nei playoff di Champions. Domani ottavi contro il Bayern, una scalata quasi impossibile, sarebbe già un successo presentarsi in Baviera senza troppi schiaffoni da smaltire.