la gara
Chiara Mazzel d'oro nel Super-G ipovedenti: trionfo alle Tofane per le Paralimpiadi Milano Cortina 2026
Riscatto dopo il glaucoma, intesa perfetta con la guida Nicola Cotti Cottini e l'Italia che brilla
Paralimpiadi di Milano Cortina 2026: l’oro di Chiara Mazzel nel Super-G ipovedenti è una storia che scalda il cuore e riempie d’orgoglio gli italiani. Immaginate la scena sulle nevi del Tofane: Chiara Mazzel, 29enne trentina delle Fiamme Gialle, sfreccia giù per il pendio con la guida Nicola Cotti Cottini, ipovedente ma con una determinazione che sfida ogni ostacolo. Tempo record di 1:14.84, oro nella categoria AS2 femminile, seconda medaglia azzurra dopo l’argento in discesa libera e quarta posizione per Martina Vozza con Ylenia Sabidussi, a soli 5.75 secondi dal podio.
Una discesa da brividi sulle piste di casa
Pensate a quanto deve essere speciale gareggiare in Italia, con il pubblico che urla il tuo nome proprio sulle Dolomiti. La pista del Tofane Alpine Skiing Centre, con le sue curve ripide e la neve perfetta, ha visto Mazzel aprire la gara e imporre un ritmo insostenibile per le rivali: argento all’austriaca Veronika Aigner, bronzo alla slovacca Alexandra Rexova. Non è solo una vittoria tecnica, ma un trionfo di sintonia umana: Cotti Cottini, con la sua voce e i suoi movimenti precisi, è gli occhi che Chiara non ha più dal 2018, quando il glaucoma ha cambiato tutto. Eppure, da quel momento, è iniziato il suo riscatto: dallo sci dilettantistico ai podi paralimpici, passando per tre ori ai Mondiali di Espot 2023.
Martina Vozza, quarta, rappresenta la profondità del nostro vivaio azzurro. A 5.75 secondi da Chiara, ha sfiorato il podio in una categoria durissima, dove ogni decimo conta come un abisso. L’Italia non è solo Mazzel: è un movimento che cresce, con atlete come lei che ispirano generazioni.
Il cammino eroico di Chiara Mazzel
La storia di Chiara è da film hollywoodiano. Originaria di San Giovanni di Fassa, inizia a sciare da bambina, ma a 18 anni arriva la diagnosi: glaucoma congenito. Non si arrende. Nel 2019 entra nel paralimpico, e da lì è un’escalation: dominatrice in Coppa del Mondo, con il secondo posto nel Super-G 2024-2025, argenti ai Mondiali di Maribor 2025 in gigante e slalom. A Pechino 2022 era settima nello slalom, ma ora, portabandiera con René De Silvestro, è la regina di Milano Cortina. “È la mia seconda casa”, ha raccontato dopo l’argento in discesa, e oggi l’oro lo conferma: le Fiamme Gialle esultano per la loro stella, simbolo di resilienza.
Immaginate il suo allenamento quotidiano: ore di discese sincronizzate, fiducia assoluta nella guida, il vento in faccia che non vede ma sente. È questo che rende lo sci paralimpico ipovedenti così affascinante: non solo velocità, ma un legame profondo, quasi telepatico.
L’Italia brilla nella terza giornata paralimpica
Queste Paralimpiadi, dal 6 al 15 marzo sulle nevi lombardo-venete, sono un inno all’inclusività. Dopo l’oro di Perathoner nello snowboard, Mazzel illumina lo sci alpino, mentre Giacomo Bertagnolli punta al Super-G uomini. Curling e para ice hockey completano un programma vario, con l’Italia che sale nel medagliere grazie a queste storie autentiche. Non è solo sport: è superamento, è l’Italia che vince dove conta di più, sulle piste di casa.
Vozza, con Sabidussi, ha margine per riscattarsi in gigante e slalom. L’azzurro domina le categorie visually impaired, e il Tofane – con la sua vista mozzafiato sulle Dolomiti – è testimone di un dominio che va oltre le medaglie.
«Questa medaglia d'oro pesa molto di più rispetto a quella d'argento in discesa libera. Sono molto felice di com'è andata, anche perché stamattina in ricognizione mi è iniziato un fortissimo mal di testa e quasi non volevo partire, perché non riuscivo a stare in equilibrio. Sono super soddisfatta anche di come ho gestito questo inconveniente». Ha detto Chiara Mazzel, dopo la vittoria nel Super-G paralimpico di Cortina d'Ampezzo. Alle sue spalle è arrivata «la temibilissima Veronika Aigner con cui mi gioco sempre il podio. Essere riuscita a stare davanti a lei alla Paralimpiade è magnifico».
La guida, Nicola Cotti Cottini, racconta che al netto di qualche errore «Chiara è stata brava, è stata molto più decisa rispetto all'altro giorno, quindi sono molto soddisfatto».
Perché Chiara Mazzel ispira tutti
Chiara non corre solo per sé: è un faro per chi, come lei, affronta limiti invisibili. Dal glaucoma ai podi mondiali, passando per Pechino e ora Milano Cortina, dimostra che i sogni olimpici non guardano la vista, ma il cuore. L’Italia delle Paralimpiadi è viva, competitiva, e pronta a stupire ancora: seguite le prossime discese, perché storie come questa meritano il mondo.