serie C
Trapani, altri 5 punti di penalizzazione (ma evita l'esclusione dal campionato): ora la salvezza diretta è un miraggio
Sei mesi di inibizione e 1.000 euro di multa anche per Valerio Antonini (che annuncia ricorsi), Vito Giacalone e Andrea Oddo. La penalizzazione complessiva è salita a 20 punti
Nuova mazzata per il Trapani Calcio, al culmine di una stagione travagliata. Il Tribunale Federale Nazionale ha disposto una penalizzazione di 5 punti da scontare immediatamente e un’ammenda di 1.500 euro al club. Colpiti anche i vertici societari: sei mesi di inibizione e 1.000 euro di multa per Valerio Antonini, Vito Giacalone e Andrea Oddo.
Il provvedimento, scaturito dal deferimento del 3 gennaio, nasce dal mancato pagamento, entro i termini, di due rate relative a ritenute Irpef e contributi Inps. Le scadenze, riferite ai mesi di agosto e settembre 2025, erano inserite in un piano di rateizzazione concordato con l’Agenzia delle Entrate nel maggio precedente.
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Per la giustizia sportiva, il mancato rispetto dei termini federali costituisce una violazione grave che compromette l’equità del torneo, e il ritardo equivale a un’omissione. Scongiurata, tuttavia, l’ipotesi più estrema: l’esclusione dalla Serie C. La Procura Figc aveva valutato l’estromissione per recidiva, ma in aula la difesa granata ha presentato un elemento decisivo: la sospensione delle cartelle esattoriali concessa dalla Corte di Giustizia Tributaria locale. Tale “sospensiva” ha di fatto “congelato” le pretese erariali in attesa del giudizio di merito, inducendo il collegio a optare per una punizione severa ma non distruttiva. Evitato, così, un terremoto nel Girone C, che avrebbe imposto ricalcoli e annullamenti retroattivi per le altre società.
Il conto, però, diventa ora pesantissimo: ai -5 odierni si sommano i precedenti -8 (per l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti) e -7 (legati a scadenze amministrative non rispettate lo scorso ottobre), per un totale di -20.
La dirigenza mantiene una linea battagliera: Antonini denuncia presunte “persecuzioni” e promette ulteriori azioni legali. La difesa ha invocato anche il principio del ne bis in idem, ma, per i giudici sportivi, la perdurante inadempienza configura una violazione autonoma e sanzionabile.
Ora il club siciliano è chiamato a muoversi su tre fronti decisivi. Sul campo, il divario con le rivali si allarga: i playout sono dietro l’angolo e la salvezza richiederà un finale di stagione pressoché impeccabile (e gli ultimi risultati non appaio un buon viatico). Sul piano economico, la regolarizzazione dei versamenti e la tenuta delle rateizzazioni sono essenziali per evitare nuovi deferimenti. Infine, sotto il profilo giuridico, la certezza delle scadenze prevale su qualsiasi alibi o complessità gestionale.