11 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:39
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Calcio, Serie C

Errori, scelte da rivedere, rimedi. Per il Catania i play off rimangono un’occasione

Quali sono gli scenari futuri? L'analisi di una stagione al vertice sprecata, ma c’è ancora una possibilità da sfruttare la coda degli spareggi

11 Marzo 2026, 05:26

05:30

Caturano, Catania Calcio

Caturano attaccante del Catania

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Caturano non è il capro espiatorio. Certo, da un attaccante che nella stagione passata aveva segnato 18 reti ci si attendeva di più. Ha giocato poco, ha segnato poco. Ed è stato servito poco. Ieri l’altro è rimasto in campo 90 minuti senza incidere. Uno come lui dovrebbe giocare come si faceva un tempo all’oratorio festivo: sostare davanti alla porta in attesa del cross. Il gioco del Catania non è un abito che calza a pennello all’ex Potenza. Meglio Forte che ha caratteristiche ideali per il gioco di Toscano.

Ma la crisi di risultati del Catania non è imputabile a un solo calciatore, anche se contro la Casertana Toscano ha messo in campo i due assenti invocati dalla piazza e non hanno inciso nella maniera più assoluta. L’altro è Bruzzaniti, ovviamente. Che a Pineto era un Maradona, a Catania per ora ha stentato a trovare spazio e tempi. Aveva forse ragione Toscano: gli acquisti di gennaio hanno bisogno di tempo per inserirsi e soprattutto Bruzzaniti ha giocato in un ruolo in cui deve perfezionare alcuni meccanismi. Ma il tempo sta per scadere e quanto meno la squadra deve mantenere il secondo posto.

DELUSIONE E NERVOSISMO. Chiaro che un club che fino a gennaio lotta per il primo posto e nelle ultime otto gare vince due volte accusando un ritardo di 12 punti dalla capolista un chiaro esame di coscienza lo fa. Hanno sbagliato tutti le valutazioni. Sul mercato (relativamente), nella gestione tecnica, nella gestione anche delle sconfitte. Chiudersi a riccio o fare il censore non porta a nulla. Meglio parlare, magari presentarsi in prima persona per spiegare il momento. E oggi cambiare marcia per rincorrere la B attraverso gli spareggi diventa una necessità ma anche un’incognita.

IL MERCATO DI GENNAIO. A gennaio non puoi trovare Maita sul mercato. Nemmeno se lo paghi oro zecchino. Trovi scontenti che vanno via da altri club, giovani di prospettiva, ex infortunati, qualche occasione su cui scommettere. E Pastore che in estate aveva formato un organico di tutto rispetto che infatti fino a metà percorso ha dominato scena e classifica, a gennaio ha rimediato qualche buona occasione su espressa indicazione dell’allenatore per ovviare alle assenze.

LE ATTENUANTI. Cicerelli (non rientrerà in lista domenica, dunque ad Altamura), Aloi (assenza forse troppo sottovalutata), Di Gennaro, di recente anche Forte (ancora non è pronto), Rolfini, a tratti Di Tacchio. Togliete alcuni di questi titolarissimi dallo scacchiere e gli equilibri del gruppo cambiano anche se alla fine del girone d’andata il Catania senza Cicerelli e Aloi era primo. Ci sono gol annullati che sono costati punti, rigori non dati, occasioni perdute per sfortuna. Ma questo capita a tutti nel corso di una stagione.

I RIMEDI. Con Toscano o meno alla guida, il Catania deve tornare ad aggredire l’area avversaria con più uomini e non in maniera episodica. Come si spiega il percorso da record in casa (ci sono i tifosi che guidano come nessuno in C) e i punti persi fuori? Al netto degli episodi c’è un atteggiamento mentale che cambia, c’è una lettura diversa degli avversari che bloccano le fasce e impediscono di creare superiorità, c’è un modo di giocare che spesso fuori diventa macchinoso e in fase di finalizzazione povero di acuti, ultimamente. Altro rimedio? Stringersi attorno alla squadra e arrivare agli spareggi senza divisioni e sentenze social. Sfumato il primo posto c’è da lottare per il miglior piazzamento possibile. Finchè c’è una sola possibilità non si può sprecarla a sette giornate dalla fine. Adesso, in via definitiva, tutti devono darsi una regolata. Tutti.