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rugby

Italia sconfitta in Galles: ma è stato forse il migliore Sei Nazioni della storia azzurra

Svanito il sogno delle tre vittorie a Cardiff: i Dragoni vincono 31-17, ma per noi ci sono preziose indicazioni per il futuro

14 Marzo 2026, 20:27

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Italia sconfitta in Galles: ma è stato forse il migliore Sei Nazioni della storia azzurra

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Sotto il tetto retrattile del Principality Stadium di Cardiff si è infranto il sogno dell’Italia del rugby di chiudere il Sei Nazioni con tre affermazioni.

Nell’ultimo atto del torneo, nel consueto “Super Saturday”, la squadra di Gonzalo Quesada si è arresa a un Galles solido e determinato, vittorioso con un perentorio 31-17. Congelata per ora l’ipotesi di un traguardo storico delle tre vittorie azzurre. Ma si può dire che si è trattato probabilmente del migliore Sei Nazioni mai disputato dall'Italia. 

L’Italia si presentava alla sfida sospinta da entusiasmo e aspettative, frutto di un cammino convincente e di una crescita evidente. Il percorso azzurro era iniziato il 7 febbraio all’Olimpico con il successo sulla Scozia (18-15), proseguito con una sconfitta di misura a Dublino contro l’Irlanda (20-13) e con un passivo più ampio in Francia (33-8). Poi, il 7 marzo, la svolta simbolica: la prima, storica vittoria di sempre sull’Inghilterra per 23-18, che aveva acceso il dibattito in tutta Europa.

Di fronte, tuttavia, c’era il Galles di Warren Gatland, deciso a prendersi un risultato pesante in casa per archiviare il rumore delle cicatrici e la “striscia nera” che aveva toccato livelli storici nel 2025.

La gara ha raccontato due tempi differenti. In avvio, l’Italia ha controllato territorio e possesso, sostenuta da una struttura difensiva ordinata, da calci d’uscita ben calibrati e da collisioni efficaci nei punti d’incontro.

Quando gli Azzurri hanno provato a rientrare affidandosi alla loro arma più collaudata – l’attacco in prima fase per liberare i corridori nel canale 13 – i gallesi si sono mostrati estremamente diligenti nel “chiudere la porta”, trasformando la pressione difensiva in transizioni offensive pericolose.

Da lì, il punteggio è scivolato su un binario sfavorevole all’Italia: ogni tentativo di rincorsa è stato respinto, con i Dragoni abili a capitalizzare i calci piazzati e a tramutare palloni lenti in opportunità grazie a una costruzione di gioco paziente e meticolosa.

Il 31-17 finale fotografa con chiarezza la diversa gestione dei momenti chiave.

Una cartolina amara per l’Italia, che chiude il torneo con rammarico ma anche con consapevolezze preziose in vista del prossimo ciclo. La squadra resta in evidente progresso e porta a casa lezioni utili per consolidare un percorso di crescita che, nonostante lo stop di Cardiff, appare tutt’altro che concluso.