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Sinner, sinfonia nel deserto di Indian Wells: schianta Zverev e conquista per la volta la finale
Sinner torna il "martello", travolge Zverev 6-2 6-4 e centra la prima finale a Indian Wells: ora la chance di completare la collezione dei Masters 1000 sul cemento
Potente, rapido, implacabile. Jannik Sinner torna il “martello” dei tempi in cui vestiva i panni del numero uno del mondo e centra la sua prima finale in carriera a Indian Wells. A farne le spese è Alexander Zverev, numero 4 del ranking, già sconfitto dall’azzurro negli ultimi cinque confronti diretti.
Dopo un avvio in equilibrio, il n. 2 del mondo innesta il turbo a suon di break, risposte millimetriche e dritti esplosivi, archiviando la pratica con un perentorio 6-2, 6-4 in 83 minuti.
Partenza a ranghi serrati sotto un sole cocente, con Zverev che si affida subito alla sua arma migliore: il servizio. Il tedesco, inizialmente granitico alla battuta, non consente scambi e mette in cassaforte il primo game a zero. Risponde Sinner con un turno a 15: i movimenti dell’altoatesino paiono sciolti, nonostante il lieve fastidio alla parte bassa della schiena accusato nel riscaldamento. Si fila via rapidi fino al 2-2, quando l’azzurro abbozza la prima accelerazione e piazza il break del 3-2.
Il caldo fa rimbalzare alto la palla, complicando la vita a chi risponde: negli iniziali quattro giochi si contano appena due scambi prolungati. Con un rovescio incrociato in rete, il 28enne di Amburgo concede il primo punto dell’incontro sulla propria battuta: è il primo game davvero giocato colpo su colpo, anche perché a Zverev entra meno la prima. Un secondo errore di rovescio, stavolta lungo, regala a Sinner la palla-break che il n. 2 del mondo non si lascia sfuggire. Da lì il campione di Sesto Pusteria prende possesso del campo, martellando di dritto, strappa ancora il servizio e vola 5-2 per poi andare a servire per il set.
Si procura tre set-point consecutivi: sul primo incappa in un doppio fallo, sul secondo sbaglia di rovescio, ma sul terzo è il rovescio lungolinea di Zverev a uscire largo. Con il quinto game consecutivo, Sinner sigilla il 6-2 e si porta avanti 1-0.
La seconda frazione si apre con l’azzurro sempre incisivo e un Zverev che fatica a rimanere aggrappato ai propri turni di battuta, mentre Sinner è impeccabile quando tocca a lui. Si arriva sul 3-3; proprio quando il tedesco sembra dare segnali di risveglio, cede un altro break e l’azzurro sale 4-3. Il n. 2 del mondo conferma il vantaggio con autorevolezza per il 5-3, senza offrire spiragli. Zverev accorcia sul 5-4, ma Sinner, infallibile al servizio nel momento della verità, chiude 6-4 e stacca il pass per la sua prima finale nel deserto californiano.
Ora l’attesa è per il nome dell’avversario, tra Alcaraz e Medvedev, per un atto conclusivo che già promette spettacolo. Per l’azzurro si apre inoltre l’opportunità di alzare il trofeo a Indian Wells e diventare il terzo giocatore, dopo Roger Federer e Novak Djokovic, capace di conquistare tutti e sei i tornei ATP Masters 1000 sul cemento.
Su questa superficie Sinner ha firmato il suo primo Masters 1000 in Canada nel 2023; ha poi trionfato due volte all’Australian Open (2024 e 2025) e altrettante alle Nitto ATP Finals (2024 e 2025), oltre a imporsi, nel 2024, a Miami e Cincinnati. Indian Wells resta l’unico “Big Title” sul duro che ancora manca nella sua bacheca.