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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 06:32
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L’intervista

«Il mio Messina si salverà, poi rilanceremo in grande stile», parla il presidente giallorosso Davis

Le prospettive immediate e future del numero uno della società dello Stretto, ospite in redazione: «Con l’aiuto dei tifosi e della città lottiamo per mantenere il titolo»

18 Marzo 2026, 06:30

«Il mio Messina si salverà, poi rilanceremo in grande stile», parla il presidente giallorosso Davis

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Idee chiare, tanto entusiasmo e il coinvolgimento della città per valorizzare il progetto calcistico avviato nel momento più complicato della storia del Messina. Ospite in redazione, accolto dal nostro editore Salvatore Palella (giusto ricordare ai lettori che il nostro giornale è sponsor principale sulla maglia), il presidente giallorosso Justin Davis ha confermato le sue intenzioni a medio e lungo termine. Con un distinguo: «Tutti i nostri pensieri, per ora, sono rivolti al mantenimento del titolo di Serie D».

Un traguardo ampiamente alla portata.

«Ne sono convinto. Serve uno sforzo in più per ottenere la permanenza, poi programmeremo il rilancio».

In che modo?

«Ho tutto in testa. Ogni particolare, ma per ora penso al presente e alla partita di Vibo».

Il suo arrivo, presidente, è coinciso con la fase più delicata della storia del Messina. Come si fa ad avviare l’attività con una penalizzazione di 14 punti?

«Abbiamo rilevato un club dal fallimento con la convinzione di poter costruire qualcosa di bello. Nonostante il -14 non abbiamo esitato a fare una follia perché la città di Messina ci ha trasmesso una carica e una forza immensa per agire e compierla, questa che – ribadisco – è una lucida follia».

Certo che la risposta della città, in occasione della festa per i 125 anni del club, è stato il manifesto di quello che è l’amore dei messinesi per il proprio club.

«In quell’occasione, mi creda, ero emozionato fino al limite del comprensibile. Arrivavo dall’Australia e vedere uno stadio pieno ed entusiasta mi ha confermato che, sì, avevo fatto la scelta giusta. Ma quella sera era anche per me un’occasione speciale».

Quale?

«Era anche il compleanno di Totò Schillaci che adesso non c’è più ma che tutti noi, suoi ammiratori, consideriamo “presente” nei nostri ricordi, nelle sensazioni che ha dato agli italiani e ai tifosi del Messina visto che in giallorosso ha vissuto stagioni epiche. Quella sera io e Morris Pagniello eravamo molto felici e orgogliosi per la scelta di rilanciare il Messina».

Bisogna continuare su questa strada.

«Al di là della festa pensiamo al campionato perché vogliamo ridare gioia a un popolo che da vent’anni non esulta. Partiamo convinti di poter realizzare una piccola grande impresa come la salvezza in D nonostante il -14. Poi penseremo a rilanciare Messina e il Messina».

I tifosi vi seguono alternando fiducia a paura.

«Noi abbiamo questa grande fiducia, la avvertiamo perché il pubblico ci segue e ci stimola. La paura? A volte affiora ma io come presidente farò di tutto perchè si possa centrare l’obiettivo prima possibile».

Domenica l’impegno di Vibo.

«Partita importante. Per noi lo è ogni gara. Ho chiesto ad allenatori e giocatori di andare in ritiro per preparare la gara al meglio. Lo faremo prima di ogni sfida».

Avete in cantiere interventi per sistemare lo stadio.

«Abbiamo dialogato con il Comune e in futuro lo faremo con la nuova amministrazione per trovare un accordo. Le strutture sportive sono il punto nevralgico per l’attività, siamo disposti a investire per renderle funzionali al lavoro della prima squadra ma anche per l’attività giovanile e per il settore femminile. Vogliamo programmare il meglio».

Prima la salvezza, però.

«Lo ripeto fino alla nausea perché i nostri sforzi sono tutti rivolti ad arrivare in zona sicurezza».

Il -5 di ritardo dalla permanenza è colmabile?

«Io sono convinto di sì. Siamo stati sfortunati ultimamente, ma dobbiamo cercare di recuperare il ritardo come abbiamo fatto nella prima parte della stagione».