Serie B
Il Palermo è smarrito: Inzaghi corre ai ripari
Riflessioni in casa rosanero dopo il pari con la Juve Stabia
Qualcosa è cambiato. Come nel capolavoro con Jack Nicholson ed Helen Hunt, ma con un epilogo, almeno fin qui, di segno opposto. Il Palermo che alla fine portava a casa l'intera posta anche contro le difficoltà, le proprie e quelle indotte dagli avversari, oggi sembra essersi smarrito proprio quando il momento della stagione richiedeva l'ultimo step: salire su quell'ultimo gradino della scala per potersi considerare finalmente a pieno a titolo in ballo nel valzer della promozione diretta. Invece i passi falsi, gli inciampi. Non è bastata la grande accoglienza dei tanti tifosi rosanero che a mezzanotte inoltrata hanno abbracciato la squadra di rientro dalla sfortunata trasferta di Monza.
E non è evidentemente bastato il discorso carico di pathos e fiducia pronunciato da Inzaghi in quell'occasione. Semplicemente perché il Palermo sta gradualmente abbassando i giri del motore: sembra che le gambe, e dunque la testa, in questa fase non riescano a pareggiare la velocità delle ambizioni. Quelle della piazza, quelle dell'allenatore, che martedì sera dopo il pareggio interno contro la Juve Stabia è apparso scuro in volto, deluso più che arrabbiato per una prestazione parzialmente da dimenticare. Il punto è proprio questo: riavvolgendo il nastro di appena un mese e osservando la costanza nell'approccio alle gare e nella reazione alle difficoltà, sembrerebbe di guardare un'altra squadra. Più compatta, più focalizzata, più fresca nella mente e nella corsa. Non si può escludere che la sconfitta di Pescara ad inizio marzo, la prima dopo quattordici risultati utili consecutivi, abbia avuto un peso psicologico non indifferente. Anche e soprattutto perché quel ko ha di fatto vanificato la prima grande chance di avvicinarsi alle prime posizioni. Delusione bissata sabato scorso in Brianza, quando contro il Monza la squadra di Inzaghi ha dovuto assaggiare il sapore amaro della sconfitta in uno scontro diretto e, forse, decisivo.
Soltanto ipotesi, magari congetture, per trovare una spiegazione al momento di involuzione che ha nei risultati soltanto la punta dell'iceberg: il Palermo è cambiato, appare stanco di correre e di rincorrere, e in questa fase cruciale del campionato sta di fatto dilapidando il grande bottino conquistato nei quattro mesi di imbattibilità che gli avevano permesso di rimettersi in scia per il sorpasso decisivo. L'obiettivo di Inzaghi è adesso quello di trovare in fretta il pulsante del reset: fare tesoro degli errori evidenti commessi nelle ultime settimane - incluse le prestazioni offerte nelle vittorie contro Mantova e Carrarese -, ritrovare la gioia piena nella trasferta di sabato a Padova ed entrare così nell'ultima sosta stagionale ancora in corsa per l'obiettivo grosso. Solo così, dopo aver ricaricato le energie, si potrà affrontare la volata finale con il "sogno" ancora vivo.