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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:16
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il caso

L'unica classica del ciclismo che il supercampione non riesce a far sua: perché Pogacar non ha mai vinto la Milano Sanremo

Partenza da Pavia e quasi 298 km tra vento, micro‑strappi e tattiche serrate, decisive la Cipressa e il Poggio

20 Marzo 2026, 17:25

17:30

L'unica classica del ciclismo che il supercampione non riesce a far sua: perché Pogacar non ha mai vinto la Milano Sanremo

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La 117ª Milano-Sanremo, in calendario sabato 21 marzo 2026, si annuncia come uno dei capitoli più intensi e spettacolari della recente storia del ciclismo. Con i suoi quasi 298 chilometri, la Classicissima ribadisce il primato di Monumento più lungo, complice la partenza da Pavia.

Il tracciato attraversa Casteggio, Voghera e Salice Terme prima di puntare al Passo del Turchino, prosciugando progressivamente energie preziose.

Il copione centrale ruota attorno alla rivalità tra Tadej Pogačar, che incredibilmente non l'ha mai vinta sino a ora, e Mathieu van der Poel. Nel 2025 l’olandese ha trionfato su via Roma in una volata ristretta davanti allo sloveno e a Filippo Ganna, dimostrando che la pura superiorità in salita non basta sempre contro il suo straordinario senso del posizionamento e la capacità di rilanciare l’azione in discesa.

Per scongiurare un epilogo analogo, la UAE Team Emirates-XRG di Pogačar si è in parte rinnovata: l’obiettivo è irrigidire il ritmo già sulla Cipressa, provando a isolare gli sprinter e a privare Van der Poel di compagni decisivi.

Proprio la Cipressa è tornata a essere lo snodo tattico per eccellenza: vi si entra spesso a 60 km/h e lì si consumano le riserve che contano. Lo stesso olandese ha avvertito con lucidità che, “senza una condizione fisica perfetta al 100%, non potrà resistere” agli affondi di Pogačar.

Dopo la selezione operata sulla Cipressa, il culmine della tensione agonistica si sposterà sul Poggio. Non è la salita più severa, ma è certamente la più spietata: contano la velocità d’ingresso, l’accelerazione brutale allo scollinamento e il coraggio nel tuffarsi in discesa senza esitazioni. La regola non scritta della Classicissima è chiara: chi supera il Poggio tra i primi tre ha già mezza vittoria in tasca.

Ridurre tutto a un duello sarebbe però miope. Filippo Ganna, capace nel 2025 di resistere alle rasoiate sul Poggio e sprintare per il successo, resta un punto di riferimento in caso di arrivo a ranghi ristretti. Pericolosissimo anche il danese Mads Pedersen: il suo mix di resistenza da passista e potenza allo sprint può diventare letale ai 60 all’ora, purché non perda decimi cruciali sulla sommità del Poggio. E occhio agli “incursori”, pronti a tendere un’imboscata nel tratto di pianura tra la Cipressa e l’imbocco del Poggio.

La primavera su due ruote si deciderà così in una spietata partita a scacchi lunga 300 chilometri, dove la generosità debordante di Pogačar sfiderà l’arte della sottrazione di Van der Poel, in un confronto senza margini d’errore.