Calcio, Serie C
Le “grandi manovre” del Catania. Perchè ora può tornare in corsa per la B
Il cambio di allenatore, gli spostamenti tattici e il rientro di Cicerelli. Cos'è mutato con Viali al timone e cosa bisogna perfezionare ancora
Se la scelta è stata Viali, allora lasciamolo lavorare. La pensa così una buona parte di pubblico che ieri l'altro ha sostenuto il Catania in questa nuova rincorsa verso una speranza concreta: conservare il secondo posto in campionato al termine della stagione regolare per puntare ai play off nella posizione migliore: da testa di serie che accederebbe ai quarti direttamente.
L'impatto con il nuovo allenatore era atteso. Ma giudicare subito sarebbe ingeneroso. Anche perché ci sono stati particolari che hanno funzionato, altri no. Un po' come accadeva con Toscano, sinceramente. C'era bisogno di cambiare, allora? Ha deciso la società, non i calciatori, e di questo sarà deputata a discuterne da unica responsabile comunque vadano le cose. Si spera commentando una promozione in B.
Viali, dunque. Ha personalità, ha esperienza che forse non è coincisa con promozioni in B ma con play out miracolosamente vinti (Cosenza). Ha un modo di comunicare diverso da tanti altri tecnici. Ha anche mandato segnali chiari ai suoi calciatori.
Ve ne riportiamo un paio, giusto per gradire? Dopo un primo tempo di difficoltà e una ripresa molto ma molto più produttiva sia i cambi che le parole tra le righe dette (o non dette) alla fine della gara portavano verso una direzione: bisogna riempire l'area di rigore in un certo modo e quando la squadra attacca riesce a pressare l'avversario. Senza Forte e Cicerelli (adesso sta recuperando, il trequartista: ma non affrettiamo il rientro a pieno regime e non diamo tutte le responsabilità a un solo calciatore) è un Catania monco. Perché Caturano continua a rimanere un oggetto misterioso. Un ex bomber del campionato che firma un triennale a prezzi che non ci interessa pubblicizzare (bravo lui, bravo il procuratore) ma può arrivare a questo punto della stagione, continuare a non segnare e a non incidere soprattutto? Come abbiamo scritto qualche settimana fa il capro espiatorio non deve essere lui, ma vista esperienza e numeri del recente passato magari si dia una mossa e alla svelta.
Bruzzaniti ha segnato. Evviva. Ma prima cos'aveva fatto in partita? Il solito movimento, murato sistematicamente dagli avversari che gli soffiavano palla avendo letto il suo gioco. Poca cosa. E allora deve migliorare anche lui, variando se possibile passo. L'impegno di Lunetta è come sempre un esempio da portare in riunione post gara. I centrocampisti si sono dannati l'anima, ma quella formula a due non funziona, almeno contro il Casarano non ha funzionato, tanto è vero che nella ripresa, Viali ha avanzato Casasola, ha rinfoltito il settore facendo anche tornare a turno qualcuno dei trequartisti quando era necessario.
Una base l'ha lasciata Toscano, un'altra la sta costruendo Viali, i giocatori stanno mettendo l'anima per arrivare fino in fondo alla stagione. Il pubblico ha sostenuto fino alla fine e solo dopo il fischio conclusivo ha manifestato verbalmente il proprio dissenso (le curve) in modo civile ma deciso.
Si va verso la partita di Latina con rinnovato ottimismo, ma anche coscienti che una squadra che cambia allenatore – decisione del club, non dei ragazzi – è un gruppo che deve essere ricostruito nella testa e in alcuni movimenti che cambiano. Per questo motivi diamo modo al tecnico di lavorare sereno e senza sentirsi sotto esame ogni istante della sua giornata. Diamo credito perché qualcosa di buono s'è intravisto contro il Casarano. Sentenze definitive per ora non ne esistono, tra qualche settimana si potrà trarre il bilancio definitivo dell'annata.