l'avversaria degli azzurri
La Bosnia di Dzeko gela Cardiff e il Galles e si guadagna la finale con l'Italia
Il match decisivo a Zenica martedì prossimo: le chiavi tattiche del confronto
Il sogno mondiale passa inesorabilmente dall'inferno di Zenica. La Bosnia elimina il Galles e si guadagna il diritto di sfidare gli Azzurri nell'ultimo, decisivo atto.
Al Cardiff City Stadium, i padroni di casa guidati dal tecnico Craig Bellamy avevano momentaneamente indirizzato la qualificazione grazie alla rete del vantaggio siglata da Daniel James al 51', facendo esplodere il pubblico locale.
Quando l'inerzia della contesa sembrava ormai pendere tutta dalla parte dei "Dragons", è salito in cattedra l'eterno Edin Džeko. All'85', il trentottenne capitano e faro tecnico dei "Zmajevi", ha trovato la zampata dell'1-1, rimettendo la sfida in equilibrio e trascinandola ai tempi supplementari.
Dopo 120 minuti di pura battaglia nervosa, in cui la squadra balcanica ha saputo assorbire la pressione allungando la partita con enorme lucidità ed esperienza, la spietata lotteria dei calci di rigore ha premiato gli ospiti per 4-2.
L'ultimo ostacolo tra la formazione di Sergej Barbarez — bandiera subentrata nell'aprile 2024 con la missione di riportare la squadra alla fase finale del torneo mondiale dopo la storica e unica partecipazione a Brasile 2014 — e l'approdo all'edizione 2026 è l'Italia di Gennaro "Rino" Gattuso.
L'appuntamento per la finalissima, che si disputerà in gara secca, è fissato per martedì 31 marzo, con fischio d'inizio alle 20:45 locali. Il teatro della sfida sarà il catino storicamente rovente dello stadio Bilino Polje di Zenica.
Tuttavia, il calore del tifo bosniaco sarà in parte smorzato: la FIFA Disciplinary Committee ha infatti imposto la chiusura parziale degli spalti (settore Sud, blocchi B, C, D e le prime tre file della Tribuna Ovest) a causa di sanzioni legate a precedenti incidenti nel percorso di qualificazione.
Le chiavi tattiche della delicata finale di Zenica saranno molteplici e complesse. Innanzitutto, la retroguardia azzurra dovrà disinnescare l'imprescindibile gioco spalle alla porta di Džeko, sporcando costantemente le linee di passaggio e negandogli il tempo della giocata grazie all'anticipo dei mediani sulle seconde palle e a un difensore fisico a contatto. Inoltre, la fascia sinistra italiana — tradizionalmente il lato forte e propositivo del modulo azzurro — dovrà trovare il modo di scardinare il compatto blocco difensivo bosniaco: contro una squadra brava a scivolare orizzontalmente e raddoppiare, diventerà di vitale importanza attaccare in modo intelligente gli spazi tra le linee. Infine, attenzione ai calci piazzati: Cardiff ha confermato che la Bosnia è letale e pratica sulle palle inattive, mentre l'Italia proverà a scardinare l'area di rigore avversaria studiando scaglionamenti specifici su corner corti.