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serie A

Lukaku ma che fai? Non torna a Napoli (non risponde al telefono) e Conte è infuriato

Il club ha dato al bomber belga un ultimatum: se non torna entro martedì finirà fuori rosa

27 Marzo 2026, 19:52

20:00

Lukaku ma che fai? Non torna a Napoli (non risponde al telefono) e Conte è infuriato

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Crisi inattesa tra Romelu Lukaku e il Napoli. L’attaccante belga ha scelto di non rientrare in Italia, non risponde alle chiamate del club e ha spinto la società partenopea a un ultimatum: 72 ore di tempo, con scadenza martedì 31 marzo 2026, per tornare agli ordini di Antonio Conte. In caso contrario, il club valuta concretamente la messa fuori rosa temporanea.

La scintilla è divampata alla vigilia della sosta per le nazionali. Il 24 marzo, la federazione belga ha annunciato che “Big Rom” avrebbe saltato la tournée negli Stati Uniti (con le sfide a USA e Messico del 28 e 31 marzo) per restare in patria a “continuare ad allenarsi e ottimizzare la condizione fisica”.

A Castel Volturno, dallo staff tecnico in giù, ci si aspettava un rapido rientro per riprendere il lavoro al centro azzurro; Lukaku, invece, ha preferito fermarsi tra Bruxelles e Anversa, prolungando l’attività nel suo circuito di fiducia.

Dopo la grave lesione muscolare alla coscia sinistra subita in amichevole il 14 agosto, l’attaccante, in pieno accordo con lo staff medico del club, aveva optato per una terapia conservativa presso il centro “Move to Cure” di Anversa, diretto dallo storico fisioterapista dei Diavoli Rossi, Lieven Maesschalck.

In quell’ambiente Lukaku ha ritrovato condizione tra gennaio e marzo, instaurando un legame professionale e umano che oggi lo induce a prediligere il lavoro in Belgio anziché a Napoli. Per la società, però, la questione è ormai organizzativa e disciplinare. Con un finale di stagione ad altissima intensità e impegni ogni tre-quattro giorni, Conte ritiene imprescindibile che il centravanti completi il programma con i preparatori del club per riallinearsi alle esigenze tattiche del gruppo.

Il rientro graduale rischia ora di essere compromesso da questo stop “esterno” e non condiviso con la dirigenza.  Sul fondo, l’umore della piazza resta spaccato, come testimoniano i social.

All’inizio di marzo, il giocatore aveva reso pubblico il dolore per la recente scomparsa del padre Roger, suscitando un’onda di empatia: molti invitano a “proteggere il giocatore” e a “non forzare” i tempi. Un’altra parte consistente della tifoseria, però, reclama regole rigide e uguali per tutti.

La palla passa ora al diretto interessato: la squadra tornerà ad allenarsi collettivamente proprio martedì per impostare il piano di ripartenza. Se il gigante belga non varcherà i cancelli di Castel Volturno entro quella data, una questione di gestione fisica rischia di mutare in un caso disciplinare difficilmente sanabile.