Calcio a 5
Una Meta Catania stellare vince la Coppa Italia
La formazione del patron Enrico Musumeci ha piegato l'Eboli in finale. Carmelo Musumeci miglior giocatore del torneo
È tutto vero, la Coppa Italia si tinge di rosso e azzurro. Per la prima volta nella sua storia, la Covei Meta Catania Bricocity aggiunge alla sua bacheca il prezioso trofeo dopo aver vinto la finale contro Feldi Eboli per 5-2. Una gara in cui, contro la seconda forza del campionato e contro chi deteneva questo trofeo, la formazione del presidente Enrico Musumeci e coach Juanra è stata sempre superiore agli avversari. Una gara tatticamente perfetta dove spicca la doppietta di capitan Carmelo Musumeci (premiato come miglior giocatore della gara) ma anche le super parate di Timm.
È festa grande al PalaPrometeo di Ancona dove si conclude, nel migliore dei modi, la cinque giorni della Final Eight di Coppa Italia.
«Sono felicissimo e dedichiamo questo trofeo alla nostra città, alla nostra Catania. Abbiamo fatto una Coppa Italia pazzesca, vincendo con forza tre gare su tre. La finale di domenica è stata la gara perfetta, senza sbavature. Mettiamo un altro mattoncino di storia per il nostro club con Catania ancora sul tetto italiano. Ci mancava la Coppa Italia dopo i due scudetti e la Supercoppa, ci siamo riusciti» dichiara raggiante il presidente Enrico Musumeci dopo la vittoria del trofeo.
«Siamo felicissimi, lavoriamo tanto ogni giorno, passiamo tanti momenti brutti ma lavoriamo per questi momenti belli. È un grandissimo risultato per questo grande gruppo» dichiara commosso capitan Carmelo Musumeci ai microfoni di Sky Sport al termine della gara. «Ci siamo detti che non c’erano scuse, abbiamo lottato e onorato la maglia. C’eravamo fatti anche un’altra promessa, riportare la Coppa Italia in Sicilia, ce l’abbiamo fatta. Il gol è per la mia famiglia e la mia compagna, Beatrice».

«Credo che abbiamo dimostrato sul campo di essere squadra. Ognuno di noi è contento quando un compagno ha un successo» commenta felice coach Juanra al termine della gara. «I momenti difficili sono stati tanti durante questa Coppa Italia ma siamo riusciti a superarli. Mi dispiace per gli infortunati nei giorni prima della Final Eight ma questo trofeo dice tanto sul lavoro della società, dello staff e della squadra».
La gara. Il primo tiro è di Gui che scalda i guanti di Timm. Al 3’ minuto il match si sblocca: direttamente dal rinvio del portiere rossazzurro, Pulvirenti anticipa con un colpo di testa l’estremo difensore di Eboli, Dal Cin, rossazzurri avanti 1-0. Appena due minuti dopo i campani sono fortunati: gran tiro di Sacon, palla sulla traversa che non entra per millimetri. La Feldi prova a scuotersi, due ottimi tiri da fuori con Dal Cin e Caponigro ma para tutto l’estremo difensore rossazzurro. Si fa vedere anche Turmena, para il portiere campano.
All’8’, sugli sviluppi di calcio d’angolo, Eboli trova il pareggio con il sinistro di Felipinho, 1-1 e ristabilita la parità. Al 10’ Sacon a due passi dal gol, gran parata di Dal Cin. Dopo una fase di gioco interlocutoria arriva la rete del capitano, Carmelo Musumeci, al 17’, con un gran tiro che si insacca all’angolino basso, 2-1 per la Meta Catania. Gran giocata di Albertico a pochi secondi dalla fine del primo tempo, respinge Dal Cin.
La ripresa inizia alla grande per la squadra di coach Juanra: capitan Musumeci realizza la sua doppietta, splendido schema su punizione con Turmena che fornisce un assist perfetto per la realizzazione, 3-1. La partita rimane più viva che mai, al 3’ ecco il gol di Braga su tiro di Felipinho, 3-2. Un minuto dopo un errore di Dal Cin permette la rete del 4-2 di Albertico, Meta Catania che torna subito con due reti di vantaggio. I rossazzurri difendono con ordine, mostrano di non subire più di tanto gli avversari e al 14’ arriva il punto esclamativo sulla gara con la rete del 5-2 di Podda. Calderolli spreca un’occasione colossale a tu per tu con Timm, al 16’ palo di Pulvirenti. Eboli rimane anche con un uomo in meno per l’espulsione di Garcia al 17’, Turmena sbaglia il tiro libero colpendo palo esterno. Non accade più nulla: la sirena finale sentenzia, la Coppa Italia approda ai piedi dell’Etna.