la delusione
Italia, continua la maledizione Mondiale: dramma rigori in Bosnia e per gli Azzurri c'è la terza mancata qualificazione consecutiva
Azzurri avanti con Kean dopo 15 minuti, poi nel finale del primo tempo l'espulsione di Bastoni ha complicato tutto. I balcanici hanno trovato il pari a 10 minuti dalla fine, ma la squadra di Gattuso ha sprecato troppe occasioni
Il triplice fischio che risuona nello stadio Bilino Polje non è solo il termine di una partita di calcio, è il rintocco funebre di un’intera generazione sportiva. L’Italia perde contro la Bosnia ed Erzegovina ai rigori e, per la terza volta consecutiva, fallisce l’accesso alla fase finale del Mondiale. Dopo lo shock di San Siro contro la Svezia nel 2017 e il dramma di Palermo contro la Macedonia del Nord nel 2022, arriva la disfatta nei Balcani. Gli Azzurri non voleranno in Nord America: il Mondiale 2026, il primo a 48 squadre, inizierà senza la nazione quattro volte campione del mondo.
RACCONTO DI UN NUBIFRAGIO
In un’atmosfera elettrica e ostile, l’Italia è scesa in campo con il peso di un’intera nazione sulle spalle.
Esattamente come giovedì scorso a Bergamo contro l’Irlanda, il Ct azzurro presenta lo stesso undici di partenza.
Fiducia rinnovata a Locatelli, come play, e a Retegui in avanti al fianco di Kean.
La prima emozione della serata arriva dall’esecuzione degli inni, con quello dei padroni di casa cantato da tutti i novemila del Bilino Polje.
Per vivere la prima del campo occorre attendere 7’ e capita sui piedi di Demirović che da fuori impegna Donnarumma.
Sembra dover essere una serata ancora più complicata di quanto si potesse immaginare.
La Bosnia è brava a difendersi, pressare sui portatori di palla azzurri che hanno poco spazio e tempo per imbastire una manovra fluida.
EPISODIO
Il calcio, però, vive di situazioni. Al 15’ è bravo Retegui ad andare a pressare su Vasilj, il portiere avversario, che rinvia velocemente e male il pallone che finisce sui piedi di Barella, il centrocampista nerazzurro verticalizza subito per Kean che al volo sigla il vantaggio dell’Italia. Rete bellissima che ammutolisce, ma solo per poco, l’intero Bolino Polje.
Per il numero 11 azzurro è il sesto centro nella fase di qualificazione al mondiale. In totale per l’attaccare della Fiorentina le marcature in Nazionale sono 12 in 26 gare.
Lo svantaggio non scoraggia Dzeko e compagni. Al contrario la Bosnia comincia a rendersi pericolosa con continuità. Al 20’ Bašić con un gran tiro al volo costringe il portierone azzurro a una grande deviazione in angolo.
I balcanici aumentano i giri del motore e la velocità della loro manovra, costringendo l’Italia ad arretrare pericolosamente ili proprio baricentro. Tra il 35’ e il 40’ la Bosnia ha altre due chance per pareggiare, la prima com Memić e la seconda con Katić.
La svolta, però, arriva al 41’ con l’espulsione, giusta, di Bastoni per fallo da ultimo uomo su Memić, il più dinamico e pericolo con la sua velocità a creare qualche apprensione alla difesa azzurra.
SOFFERENZA
La seconda frazione di gioco, come era prevedibile, comincia con una Bosnia in avanti e due cambi: Tahirović per Kolašinac, ma soprattutto il giovane e talentuoso Alajbegović per Šunjić. Gattuso risponde lasciando negli spogliatoi uno spento Politano per Palestra.
Proprio Alajbegović al 51’ costringe a un’altra grande parata Donnarumma. I cambi del Ct Barbarez e l’inferiorità numerica della azzurri costringono la Italia a vivere i primi 15’ del secondo tempo in piena apnea e senza la capacità di uscire dalla propria metà campo.
CLAMOROSA
Al 60’, però, l'Italia potrebbe raddoppiare e chiudere la partita. Errore in fase di costruzione dei padroni di casa, Kean ruba la palla e si invola da solo verso l’area avversaria dove una volta entrato calcia incredibilmente alto.
Gattuso capisce che occorre mettere forze fresche in campo e al 71’ sostituisce Kean con Pio Esposito e Locatelli con Cristante.
La Bosnia al 72’ sfiora il pari con Tabaković appena entrato al posto di Bašić. Appuntamento col pari rinviato di pochi minuti: il numero 23 bosniaco, infatti, al 79’ da dentro l’area piccolo supera Donnarumma.
Lo stadio di Zenica diventa ancora di più una bolgia che serve a spingere Dzeko e compagni alla ricerca del gol vittoria. L'Italia soffre, fatica a tenere palla e quindi a costruire qualcosa di pericoloso dalle parti di Vasilj.
All’87’ ancora Bosnia e ancora Donnarumma che devia in tuffo un pericoloso colpo di testa di Dzeko. Si va prima ai supplementari e dopo ai rigori dove gli errori di Esposito, Cristante e consegnano la qualificazione alla Bosnia.
Mentre a Zenica esplode la festa bosniaca per una storica qualificazione, l'Italia si chiude in un silenzio tombale. L'incubo continua. Il mondo giocherà, noi resteremo a guardare. Ancora una volta.