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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 02:42
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Lo spogliatoio

Le lacrime di Gattuso: «Chiedo scusa, se mi pungono non esce sangue»

Il ct davanti le telecamere con il volto della delusione. La disperazione di Spinazzola: «Non avrò altre occasioni»

01 Aprile 2026, 00:01

Le lacrime di Gattuso: «Chiedo scusa, se mi pungono non esce sangue»

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La terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Campionati del Mondo lascia una ferita profonda che Gennaro Gattuso non riesce a celare.

Dopo la drammatica sconfitta ai rigori contro la Bosnia nella finale dei playoff a Zenica, il commissario tecnico si è presentato ai microfoni della Rai visibilmente provato: «Se oggi mi pungono con una spilla, non esce una goccia di sangue: così fa davvero male».

Nessun alibi, solo la difesa incondizionata del gruppo, costretto a una gara di immenso sacrificio rimasto in dieci uomini.

«I ragazzi hanno sorpreso anche me oggi per il cuore che ci hanno messo», ha dichiarato Gattuso, sottolineando come la squadra non meritasse «una batosta così per la determinazione, per l’impegno».

Rifiutando ogni polemica arbitrale, ha definito l’epilogo semplicemente «ingiusto», assumendosi in prima persona la responsabilità: «Io personalmente chiedo scusa che non ce l’ho fatta».

Per il tecnico si tratta di una mazzata «difficile da digerire», un colpo che tocca le famiglie, lo spogliatoio e l’intero movimento calcistico nazionale.

Un’amarezza condivisa anche da Leonardo Spinazzola, il cui pensiero è andato «ai bambini che ancora una volta non vedranno i Mondiali. Per me era l'ultima occasione».

In un quadro così doloroso, il tema della panchina azzurra scivola sullo sfondo. Alla domanda sulle dimissioni, Gattuso ha chiuso la questione: «Oggi parlare del mio futuro non è importante, oggi era importante andare ai Mondiali».

Resta soltanto il rammarico, mitigato da un filo d’orgoglio: «Ci teniamo la prestazione, ma fa male».