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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:40
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il futuro

Gigio, Pio, Palestra: da chi si riparte e chi rischia di dire addio alla Nazionale dopo il disastro di Zenica

Tutti i nomi dei possibili Azzurri per il nuovo ciclo per spezzare la maledizione. Ma prima c'è da scegliere il nuovo Ct

02 Aprile 2026, 09:11

09:20

Gigio, Pio, Palestra: da chi si riparte e chi rischia di dire addio alla Nazionale dopo il disastro di Zenica

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L’apocalisse azzurra si è consumata, nella sua crudezza, nella cupa notte di Zenica. Per la terza volta di fila, l’Italia del calcio resta fuori dalla fase finale del Mondiale: una macchia indelebile che impone una rifondazione profonda.

Non è detto che si assista a una rivoluzione caotica e totale, ma il vento del cambiamento è atteso già a giugno. Il futuro del ct Gattuso è ancora tutto da definire anche se i suo destino è legato a quello di Gravina (e quindi molto in bilico); intanto, dai vertici federali arrivano linee guida chiare per la rinascita: dare spazio ai giovani per costruire un domani radicalmente diverso da questo presente avvilente.

Alcuni protagonisti visti contro la Bosnia, dopo l’impegno con l’Irlanda del Nord, sono destinati a salutare definitivamente il gruppo.

Da quali fondamenta ripartirà la Nazionale? Le poche certezze si chiamano Gigio Donnarumma, che ha tenuto in piedi la baracca fino al novantesimo, e Sandro Tonali, ormai unanimemente riconosciuto come leader del centrocampo.

In difesa, Riccardo Calafiori è un cardine in divenire: deve ritrovare la miglior condizione e una collocazione tattica definitiva, diviso com’è tra il ruolo di terzino nell’Arsenal e quello di braccetto o centrale nella retroguardia a tre dell’Italia. È atteso il rientro di Di Lorenzo, mentre si confida nel recupero del miglior Buongiorno per rivedere il marcatore feroce ammirato al Torino.

La spinta decisiva, però, dovrà arrivare dalle nuove leve. A destra brilla la stella di Palestra: di proprietà dell’Atalanta e in prestito al Cagliari, ha convinto pienamente nelle ultime uscite, imponendosi come titolare inamovibile sulla corsia e garantendo quella progressione che l’Italia non potrà più trascurare, sia con la difesa a quattro sia nel 3-5-2. Al centro dell’attacco, il futuro porta il nome di Pio Esposito. Nonostante l’errore sul primo rigore della serie, ha combattuto, ha sfiorato il gol e si è proposto con forza come il prossimo numero 9.

In avanti si attendono buone notizie dal recupero di Camarda, fermato dalla spalla, e dalle condizioni di Scamacca, che resta una garanzia se i guai fisici lo lasceranno in pace. Moise Kean, con sei partite consecutive a segno in azzurro, è diventato il bomber intoccabile. Le alternative non mancano: Raspadori, Zaniolo (se confermerà continuità), Vergara, Orsolini e, a seconda del sistema, Maldini e Zaccagni.

Su Federico Chiesa, le valutazioni tecniche restano nette a prescindere dal nome del selezionatore.

In mediana si intravedono energie nuove come Pisilli, in attesa di conferma con la Roma, e la possibile reintegrazione di Fagioli. Spera anche Gabbia per la difesa, mentre Ricci, da regista, ha credenziali solide per guidare una linea mediana tutta da ripensare.

Massima attenzione, poi, ai talenti dell’Under 21 pronti al salto: da Bartesaghi a un Ahanor ormai candidato certo per il nuovo ciclo, fino a Kayode e Ndur.

Capitolo senatori, il dossier è delicato. Il solido “blocco Inter”Barella, Bastoni, Dimarco, Frattesi – ha l’età giusta per proseguire il percorso, ma andranno valutate le scorie psicologiche dopo l’ennesima delusione. Se Barella e Dimarco (considerato il miglior laterale mancino del campionato) sono pressoché intoccabili, Bastoni paga l’incompatibilità tattica nel ruolo di centrale puro nella difesa a tre, ormai conclamata. Preoccupa la posizione di Frattesi: il poco minutaggio con l’Inter di Chivu rischia di danneggiarlo, rendendo quasi necessario un cambio di maglia per non perdere il posto in Nazionale.

Per Locatelli peseranno scelte esclusivamente tecniche, mentre l’italo-argentino Retegui sconta, in chiave convocazioni, l’esilio dorato in Arabia Saudita. Restano infine in bilico i profili meno integrabili: Politano (vicino ai 33 anni), Spinazzola e Cristante attendono le decisioni dello staff per capire se l’Italia punterà ancora al loro “usato sicuro” o virerà senza esitazioni sulla linea verde.

La maledetta notte di Zenica ha chiuso un’epoca. Adesso occorre scriverne subito un’altra.