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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:21
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calcio

Il presidente Figc Gravina si è dimesso, già fissate le elezioni per le nuove cariche

Come era previsto, il numero uno della Figc ha presentato le sue dimissioni al Consiglio federale. In aggiornamento

02 Aprile 2026, 15:17

17:05

gravina

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Gabriele Gravina ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno. Nel frattempo il ministro dello Sport Andrea Abodi ga raggiunto Palazzo Chigi. 

Nel comunicato che ufficializza le dimissioni, si legge anche come il presidente federale abbia «ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona». Quindi Gravina ha informato i presidenti di «essersi reso volentieri disponibile» ad intervenire in audizione in Parlamento il prossimo 8 aprile alle 11, alla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera «per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano». In quella sede - sottolinea il comunicato - Gravina esporrà «nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedi 31 marzo».

Subito dopo la disfatta in Bosnia, Gravina aveva frenato sull’ipotesi di un addio immediato, rivendicando il percorso riformatore avviato e rinviando ogni valutazione al Consiglio federale di oggi. Con il passare delle ore, però, la pressione è montata e lo scenario è cambiato.

Solo un anno fa Gravina veniva rieletto alla guida della Federcalcio con un plebiscitario 98,7% dei consensi. Un dato che oggi stride con la richiesta, amplissima, di azzerare il sistema e alimenta interrogativi su quanto sia realmente mutato il nostro calcio in dodici mesi.

Il fallimento della Nazionale è diventato un affare di Stato. Esponenti di Fratelli d’Italia e Lega hanno invocato le dimissioni, usando toni durissimi. A far vacillare ulteriormente la poltrona di via Allegri è intervenuto anche il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che, pur mantenendo la necessaria cautela istituzionale, ha auspicato un profondo rinnovamento dei vertici e una rifondazione

Tra i profili più accreditati a traghettare la Federazione fuori dalle sabbie mobili emergono i nomi del presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dell’ex numero uno federale, Giancarlo Abete.