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5 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:44
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LA SORPRESA

Mattarella al Barbera, Palermo ritrova il suo tifoso più illustre: Pasqua di calcio, applausi e un segnale forte alla corsa rosanero

In una serata che vale punti, simboli e memoria, il ritorno del Presidente della Repubblica allo stadio di casa riaccende un legame profondo

05 Aprile 2026, 21:06

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Mattarella al Barbera, Palermo ritrova il suo tifoso più illustre: Pasqua di calcio, applausi e un segnale forte alla corsa rosanero

In una serata che vale punti, simboli e memoria, il ritorno del Presidente della Repubblica allo stadio di casa riaccende il legame profondo tra città, squadra e identità. Poi il campo fa il resto: il Palermo colpisce presto e il Barbera si accende.

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C’è un momento, negli stadi, in cui il pallone smette quasi di essere il centro di tutto. Succede raramente, ma succede. Al Renzo Barbera, questo pomeriggio, giorno di Pasqua, il brusio dell’attesa si è trasformato in un applauso pieno, spontaneo, quasi affettuoso, quando in tribuna è comparso Sergio Mattarella. Non un ospite qualsiasi, non una presenza protocollare: il Presidente della Repubblica, ma anche un palermitano che con quei colori ha un rapporto antico, intimo, civile prima ancora che sportivo. E così Palermo-Avellino, gara delicata della 33ª giornata di Serie B, ha assunto da subito un peso diverso, più largo del risultato, più profondo del semplice racconto agonistico.

Il Capo dello Stato è arrivato allo stadio a ridosso del fischio d’inizio, accomodandosi nella consueta tribuna Vip tra gli applausi del pubblico. Nell’impianto erano presenti circa 24 mila spettatori: un colpo d’occhio importante, una cornice da grande occasione, dentro una partita che il Palermo affrontava con l’urgenza tipica di questo finale di stagione. Il club rosanero, quarto in classifica con 61 punti dopo 32 gare, è pienamente coinvolto nella corsa alta; l’Avellino, invece, si presentava in Sicilia con 39 punti in 31 partite, in una posizione meno comoda ma ancora viva. Insomma: contesto caldo, classifica pesante, atmosfera piena. E la presenza di Mattarella ha aggiunto un ulteriore livello emotivo a una serata già carica di significati.

L’ingresso del Presidente non è stato un dettaglio di colore, ma uno di quei frammenti che raccontano la relazione speciale tra una città e il suo stadio. Il Barbera non è soltanto un contenitore di partite: per Palermo è un luogo identitario, una geografia sentimentale. E Mattarella, che ha più volte mostrato la propria vicinanza ai colori rosanero, è tornato ancora una volta in quella che il club considera la “casa” del calcio palermitano. Il presidente ha  approfittato delle festività pasquali trascorse in città per rinnovare il suo legame con il club di viale del Fante.