La lotta salvezza
Serie D, in coda è bagarre, sette squadre coinvolte: "si salvi chi può"
Chi sta peggio è il Messina che non vince da due mesi. Il Ragusa atteso da tanti scontri diretti nel finale. Rischia la Sancataldese
Non è una frase fatta. La lotta salvezza entra nella sua fase più delicata ed è proprio sullo stile del “si salvi chi può”. Sette squadre ancora coinvolte in una corsa che si preannuncia incerta fino all’ultima giornata. Dal Ragusa al Messina, in ballo c’è un posto salvezza, uno che costerà la retrocessione diretta e tutta la griglia play out con la corsa alla posizione migliore per sfruttare il fattore campo. In particolare, i riflettori sono puntati su Messina, Castrumfavara, Sancataldese, Acireale e Vibonese, chiamate a giocarsi la permanenza nella categoria tra calendario, scontri diretti e, soprattutto, tenuta mentale.
Partiamo dal Messina che si trova ad affrontare un finale di stagione ad alta tensione. Il calendario propone subito lo scontro diretto con il Ragusa. Non vincere domenica prossima al “Franco Scoglio” sarebbe deleterio per i giallorossi, penultimi a tre punti dal terz’ultimo posto. Anche perché poi il calendario porterà la squadra di Feola a due trasferte consecutive (Lamezia e Igea Virtus) e a chiudere col Milazzo in casa.
Serve, quindi, una vittoria per fare scattare la scintilla ad una squadra bloccata mentalmente e che non vince da due mesi, esattamente dall’1 febbraio. La corsa dei giallorossi è sulla Sancataldese che domenica ospita una Gelbison in forma e poi ha Ragusa (fuori), Lamezia (in casa) e Savoia (fuori). È un calendario in cui i verdeamaranto non possono avere cali di concentrazione che comprometterebbero il cammino e gli scontri diretti rappresentano un crocevia importante verso la salvezza.
Situazione altrettanto complessa per il Castrumfavara, che dovrà gestire un percorso ricco di incroci pericolosi. Si parte da Palermo contro un Athletic ancora in corsa promozione, poi il “derby” casalingo col Gela, quindi l’ultima di campionato a Ragusa contro una squadra che potrebbe rientrare nel calderone della zona play out. Non sottovalutare questi appuntamenti, dopo essersi ripresa da una situazione difficile, sarà fondamentale per la Castrum per accumulare punti e arrivare agli scontri diretti con più serenità.
L’Acireale è quella che ha, forse, il cammino più insidioso. Domenica prossima ospiterà la Nissa, prima in classifica, che ha necessità di vincere per centrare l’obiettivo della promozione. Il pareggio di Favara è stato fondamentale ma adesso i granata sono chiamati a dare seguito nella partita più difficile. Anche perché poi il percorso presenta alcune sfide complicate come la trasferta contro la Gelbison e gli scontri diretti con il Ragusa e con la Vibonese in trasferta all’ultima giornata dove potrebbero esserci in palio punti pesantissimi.
Vibonese per la quale, togliendo proprio l’ultima partita, potrebbe avere un calendario leggermente più semplice contro squadre che, all’improvviso, si è trovata una squadra senza l’obiettivo principale come l’Igea Virtus e poi come l’Athletic Palermo. Quindi la sfida contro una squadra già tranquilla come il Gela prima della gara con l’Acireale.
Fari puntati, in questo momento, anche sul Ragusa. Pur se oggi sarebbe salva ha un calendario zeppo di scontri diretti: a Messina domenica, poi in casa con la Sancataldese, quindi ad Acireale per chiudere contro l’Athletic Palermo all’ultimo turno e bisognerà capire come si arriverà anche lassù, nella lotta promozione.
Insomma equilibrio serrato e la consapevolezza che ogni punto può valere una stagione.