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Akragas-Qal’At, Catania suona la carica: "Niente alibi, domani ci giochiamo il futuro"
Il mister recupera gli acciaccati e chiede massima concentrazione: "Serve la miglior Akragas per restare in scia del Priolo"
Finita la tregua pasquale e archiviate le fatiche di coppa, per l'Akragas SLP si riapre il sipario sulla verità del campionato. Domenica 12 aprile (ore 16), il prato verde del "Totò Russo" di Aragona si trasformerà nel teatro di una sfida che profuma di ultima chiamata. Di fronte, l'Asd Qal’At Calcio, un avversario scorbutico che all'andata ha già dimostrato di poter sgambettare le grandi.
Mister Seby Catania non usa giri di parole. Sa che in questo momento della stagione la pressione è un macigno e la distrazione il peggiore dei nemici. "Le insidie nel calcio sono dietro l'angolo", avverte il tecnico biancazzurro. "Dobbiamo scendere in campo feroci e commettere il minor numero di errori possibile. I tre punti sono fondamentali".
L'Akragas arriva all'appuntamento con l'infermeria che si svuota e il morale alto, nonostante la consapevolezza che il destino non dipenda solo dalle proprie gambe. Gli occhi, infatti, saranno puntati anche sul campo del Sommatino: se il Priolo dovesse espugnarlo, la fuga verso il titolo sarebbe probabilmente definitiva. "In quel caso faremo loro i complimenti", ammette Catania con sportività, "ma noi abbiamo la nostra strada, tra playoff e semifinali di Coppa. Dobbiamo vivere questi 90 minuti con passione".
Ma il tema che più scalda il cuore dell'allenatore è quello del "senza fissa dimora". Un anno intero lontano dallo stadio Esseneto, un esilio forzato che pesa come una ferita aperta. "La nostra casa è il Tempio, e ci è mancata", confessa Catania ringraziando l'ospitalità di Aragona ma ribadendo il legame indissolubile con l'impianto agrigentino.
Proprio per questo, il finale del suo discorso è un appello d'amore ai tifosi: "Questo è il mese del raccolto. Abbiamo bisogno della nostra gente per raggiungere il traguardo che sogniamo tutti insieme". Domenica non sarà solo una partita di calcio; sarà la prova di forza di un gruppo che non ha mai smesso di lottare contro le avversità.