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Carlitos Alcaraz è già quarto nell'Olimpo dei più ricchi di sempre: quanto ha incassato
Abbattuta la resistenza storica della "quarta forza" Murray. Ora nel mirino del ventiduenne restano soltanto le vette inesplorate di Federer, Nadal e Djokovic. E la rincorsa fa spavento
Sulla terra rossa del Principato di Monaco si consuma un cambio d’epoca nella storia recente del tennis. Con l’approdo alla finale del Rolex Montecarlo Masters Carlos Alcaraz non ha soltanto conquistato un’ulteriore occasione di alzare un trofeo, ma ha infranto una vera frontiera storica: ha superato Andy Murray nella graduatoria all-time dei guadagni da montepremi ATP. Lo spagnolo, appena ventiduenne, ha toccato la cifra impressionante di 64.959.077 dollari in carriera, superando i 64,6 milioni del campione scozzese e issandosi al quarto posto assoluto. A questi vanno aggiunti i ricchissimi contratti degli sponsor.
Davanti a lui restano soltanto i tre fuoriclasse che hanno segnato un’era: Roger Federer (130,5 milioni), Rafael Nadal (134,9 milioni) e Novak Djokovic (193,2 milioni).
Il dato finanziario è lo specchio di un dominio tecnico e competitivo bruciante. Il sorpasso su Murray non rappresenta una semplice statistica, ma l’effetto diretto di una continuità straordinaria ai massimi livelli, capace di scardinare quel confine che il britannico aveva presidiato per anni all’ombra dei “Big Three”.
L’ascesa dei premi incassati da Alcaraz deriva dalla sua costanza nelle fasi conclusive dei tornei più ricchi: dopo un 2025 da dominatore, chiuso con 8 titoli (tra cui Roland Garros, US Open e tre Masters 1000), ha inaugurato il 2026 conquistando l’Australian Open e completando il Career Grand Slam da più giovane di sempre nell’Era Open. La sua progressione è fuori scala.
Proprio venerdì, battendo Alexander Bublik nei quarti a Monte-Carlo, Alcaraz ha centrato la 300ª vittoria a livello Tour in appena 367 incontri. Un’andatura vertiginosa che lo colloca al terzo posto per precocità, a pari merito con John McEnroe, dietro soltanto a Rod Laver e Jimmy Connors.
E il culmine della settimana monegasca deve ancora arrivare. La finale di domenica non metterà in palio soltanto l’assegno da 974.370 euro destinato al campione (che porterebbe il bottino di Carlitos oltre quota 65,4 milioni di dollari), ma rappresenterà uno snodo cruciale per la gerarchia mondiale. Dall’altra parte della rete ci sarà Jannik Sinner: una sfida di livello assoluto che, oltre al titolo, determinerà matematicamente chi dei due siederà sul trono di numero 1 del mondo.
È evidente che i premi in campo non esauriscono l’orizzonte economico di un atleta — restando fuori sponsorizzazioni, diritti d’immagine e l’effetto dell’inflazione — ma restano l’indicatore più fedele della capacità di imporsi con regolarità al vertice del circuito.