serie A
Notte fonda al Meazza: il Milan crolla con l'Udinese, così la Champions è in bilico
I rossoneri perdono 3-0 contro i friulani in una gara senza storia. Un primo tempo disastroso e i pasticci di Leao (fischiato) e Rabiot condannano la squadra di Allegri
Notte nerissima a San Siro. Il Milan crolla 0-3 al Meazza sotto i colpi di un’Udinese spietata, incassando un passivo pesantissimo che spalanca la porta a un vero e proprio dramma sportivo.
Reduci da due sconfitte consecutive, i rossoneri precipitano in un tunnel che minaccia di compromettere in modo serio il finale di stagione. L’obiettivo cruciale, decisivo per i conti e per il prestigio del club, vacilla: la qualificazione alla prossima Champions League è clamorosamente in bilico. La serata da incubo alimenta interrogativi severi sulle scelte tecniche e sulla tenuta mentale del gruppo.
Mister Allegri prova a scuotere l’ambiente con un modulo inedito, varando un tridente composto da Saelemaekers, Pulisic e Leao. L’intento era riattivare la fase offensiva, ma l’esito è un evidente squilibrio collettivo: l’assetto scompensa la squadra, lasciando praterie alle spalle.
I friulani, abili a colpire in transizione con un ispiratissimo Zaniolo, affondano con puntualità fin dai primi minuti. Il primo tempo si trasforma presto in una via crucis per il Diavolo. Dopo un avvio in cui Pulisic è l’unico a mostrare lampi di qualità e spirito di combattimento, al 27’ arriva la doccia fredda: ripartenza fulminea avviata da Zaniolo, che salta Saelemaekers e serve Atta; la conclusione dell’attaccante, deviata in modo decisivo da Bartesaghi, spiazza l’incolpevole Maignan e sblocca la gara.
Passano cinque minuti e si materializza l’emblema della serata rossonera: Pulisic pennella un cross perfetto per Leao, solo davanti alla porta sguarnita. Il portoghese, cercando un sinistro improvvido e sbilenco, finisce per togliere il pallone a Saelemaekers, pronto a colpire alle sue spalle. Un errore grave, capace di incrinare ulteriormente un morale già fragile.
Come se non bastasse, al 37’ l’Udinese raddoppia: nuova giocata di fino del solito Zaniolo e cross morbido per Ekkelenkamp, che sale in cielo e sovrasta De Winter e Athekame, insaccando di testa il 2-0. Solo un intervento provvidenziale di Pavlovic — dopo un precedente svarione che aveva mandato Davis alla traversa — evita un passivo ancor più severo prima dell’intervallo.
Il rientro negli spogliatoi è accompagnato dai fischi assordanti di un San Siro attonito e preoccupato per la perdita di equilibrio della squadra. Nella ripresa Allegri si gioca la carta della disperazione: dentro Fullkrug per Athekame, alla ricerca di un assalto ordinato che però non arriva. Il Milan attacca di nervi, non di lucidità: costruzione confusa, poche idee e ritmo spezzato.
Da segnalare soltanto un tentativo di Saelemaekers neutralizzato da un intervento strepitoso del portiere friulano con l’aiuto della traversa, oltre a qualche colpo di testa impreciso di Pavlovic e dello stesso Fullkrug. Con il baricentro costantemente alto, i rossoneri si espongono al contropiede.
Al 31’ cala il sipario: Rabiot perde un pallone banale, ripartenza micidiale e Atta firma la doppietta con un destro preciso all’angolino. L’immagine conclusiva della disfatta è l’uscita di Leao al 32’, sommerse da una bordata di fischi. Il portoghese, già ammonito nel primo tempo per un applauso ironico al direttore di gara, incarna la frustrazione di un gruppo in evidente crisi.
“Conta il risultato”, aveva ricordato alla vigilia Allegri. E il verdetto è senza attenuanti: il Milan oggi è incapace di reagire, lontanissimo dal trovare soluzioni ai propri, enormi problemi. Con lo spettro di un mancato accesso alla prossima Champions, ai rossoneri non resta che aggrapparsi a un sussulto d’orgoglio. Servirà un mezzo miracolo per evitare il tracollo in un finale di stagione da brividi.