TENNIS
Sinner: «La classifica Atp è secondaria». Ma Alcaraz si inchina: «Impressionante, solo Djokovic aveva fatto questo»
Lo spagnolo cede il primato nel ranking e fa i complimenti: «Sei qui con la tua famiglia, sono felice per te»
C'è voluto il vento che cambiava continuamente direzione, un tie-break tiratissimo nel primo set e quasi due ore di tennis ad alto voltaggio. Alla fine, però, Monte Carlo ha la sua risposta: Jannik Sinner è il re della terra rossa del Principato. Il numero uno del mondo ha sconfitto Carlos Alcaraz per 7-6(5) 6-3 nella finale del Masters 1000, conquistando il primo titolo in carriera su questa superficie e strappando allo spagnolo anche la vetta del ranking mondiale.
«Non saprei come commentare questa settimana», ha detto Sinner a fine partita, con quella sobrietà che ormai è diventata il suo marchio. «Oggi s'è visto un tennis di livello molto alto da parte di entrambi, nonostante il vento che continuava a cambiare». Poi, alla premiazione, ha allargato lo sguardo alla dimensione collettiva: «Ringrazio il mio team per avermi spinto al limite in queste settimane. Sto cercando di capire al meglio come giocare su questa superficie e continueremo a insistere». Una vittoria, dunque, ma anche un cantiere aperto — la terra rossa, tradizionalmente il terreno meno congeniale al suo tennis, è diventata un obiettivo dichiarato.
Sul ritorno al primo posto del ranking, Sinner ha glissato con eleganza: «La classifica è secondaria. Sono contento di aver vinto finalmente un torneo importante su questa superficie». Il pubblico del Principato lo ha accolto come uno di casa — «giocare qui è un sogno, mi sono sentito come in Italia» — e con la famiglia sugli spalti, l'emozione era palpabile anche per chi di solito la tiene ben nascosta.
Dall'altra parte della rete, Alcaraz ha avuto la generosità dei grandi. «È impressionante quello che stai ottenendo», ha detto rivolgendosi direttamente a Sinner durante la cerimonia. «Nell'Era Open solo Novak Djokovic era riuscito a fare il Sunshine Double e vincere Monte Carlo: questo dimostra quanto sia difficile». Parole che pesano, pronunciate da chi quel record lo ha appena visto sfumare. Lo spagnolo ha poi aggiunto: «Sono davvero felice di vederti vincere tanti titoli davanti alla tua famiglia. Non era il finale che volevamo, ma ci è piaciuto ogni singolo giorno qui». E a margine, un pensiero per il proprio team: «Mi sento a casa con voi. Sicuramente torneremo».
Un finale quasi cinematografico, con i due rivali che si scambiano elogi come se il campo non li avesse appena divisi. La stagione sulla terra è appena cominciata. Il Roland Garros aspetta.