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La crescita del vivaio il vero punto di forza dell'Asd Giarratana Volley
I risultati e la programmazione al centro del percorso avviato dalla società iblea nel corso di questa stagione
Il settore giovanile sta cambiando la pallavolo a Giarratana. Le vittorie delle prime squadre raccontano solo l’ultimo capitolo: il vero salto di qualità nasce molto prima, nei gruppi giovanili, nella programmazione e in una palestra che da periferia sportiva prova a diventare laboratorio stabile.
Il punto più interessante, a Giarratana, oggi, non è soltanto il tabellone. Certo, i numeri colpiscono: la maschile che si appresta a chiudere la regular season di Serie C al secondo posto. Al momento sono 51 punti, grazie a 17 vittorie in 19 partite, e la femminile che supera Fitness Solarino per 3-0, si prende il secondo posto a conclusione della stagione regolare a quota 38 e stacca il pass per gli spareggi Promozione Gold. Ma dietro questo doppio risultato, c’è un’altra storia, più profonda e meno visibile: quella di un club che ha scelto di lavorare sul settore giovanile, sulla continuità tecnica e su una costruzione paziente del proprio spazio dentro la pallavolo siciliana.
La fotografia più nitida del momento arriva proprio dall’ultimo weekend. La squadra maschile dell’Asd Giarratana Volley ha battuto Exongraphic Astra Stadium Catania per 3-1, blindando una posizione di vertice che non è figlia dell’improvvisazione ma di una stagione lunga, regolare, coerente. La femminile, nello stesso fine settimana, ha regolato Fitness Solarino con un secco 3-0, completando una rincorsa che vale molto più della classifica: significa accesso agli spareggi e, soprattutto, la conferma che il gruppo è cresciuto davvero. Gianluca Giacchi, tecnico della maschile, ha parlato di “carattere, equilibrio” e di una “identità forte” costruita nel tempo; parole che, lette accanto alle dichiarazioni del presidente Salvatore Pagano sugli investimenti in tecnici qualificati, settore giovanile e programmazione, spostano il discorso oltre il singolo risultato.
Il risultato finale è solo la superficie
Per capire che cosa stia cambiando davvero nella pallavolo giarratanese bisogna partire da un dettaglio spesso trascurato: le prime squadre non vivono isolate. La maschile, oggi allenata da Gianluca Giacchi, si muove dentro una struttura societaria che da anni presidia anche i campionati di base e di qualificazione. La femminile, guidata da Saro Corallo, è l’esempio più evidente di questo passaggio: già all’inizio della stagione 2024-2025, nel racconto dell’esordio vincente contro Kentron Volley School Enna, emergeva un elemento decisivo, e cioè la presenza di “tantissime giovani” dentro il roster. Quella partita, vinta 3-0 il 27 ottobre 2024, non era solo una buona partenza: era il segnale che la società stava scegliendo di affidare minuti, responsabilità e spazio competitivo a un gruppo in larga parte in crescita.
I nomi di quella formazione raccontano già qualcosa del metodo: Marta Minardi, Denise Dell’Albani, Arianna Giaquinta, Nicole Galluzzo, Roberta Cordeschi, Asia Cannata, con in panchina, tra le altre, Clara Carnibella, Federica Occhipinti, Adele Garofalo, Graziana Pagano, Miriam Renna, Carlotta Sortino e Roberta Pluchino. Non è solo un elenco: è il segno di una rosa allargata, di un lavoro che prova a creare ricambio e non soltanto un sestetto competitivo nell’immediato. In territori sportivamente piccoli, la differenza la fanno proprio queste scelte: se alleni un gruppo ampio, se dai campo alle più giovani, se accetti una crescita meno lineare ma più solida, nel medio periodo i risultati arrivano. A Giarratana stanno arrivando adesso.
Il vivaio come infrastruttura, non come slogan
La parola vivaio nello sport locale viene spesso usata come formula rassicurante. Nel caso di Giarratana, invece, comincia ad avere riscontri concreti. La documentazione del Comitato Territoriale Fipav Monti Iblei mostra che la società è presente nelle attività di base e nei campionati giovanili con continuità. Il club compare, ad esempio, nella composizione dei gironi del campionato Under 13 femminile – Memorial Pino Corso. Non è una notizia eclatante, ma è una traccia importante: significa che il settore giovanile è strutturalmente dentro il circuito federale, non evocato solo a parole.
Lo stesso vale per il Volley S3, cioè la fascia iniziale della formazione pallavolistica. Nella prima tappa del torneo nazionale del 2 febbraio 2025, nei gironi dell’area Ragusa, compaiono Giarratana A, Giarratana B e la presenza del club anche nel 1° livello maschile/femminile. Ancora più indicativo è il fatto che il 9 giugno 2024 una tappa Volley S3 sia stata programmata proprio a Giarratana. Ospitare un appuntamento del genere non prova da solo la qualità del lavoro tecnico, ma segnala una società attiva, capace di inserirsi nel calendario territoriale e di rendere il proprio impianto un luogo di passaggio per la pallavolo di base. È così che un paese smette di essere soltanto sede di partite e comincia a diventare un piccolo nodo del movimento.
Le convocazioni federali: il segnale più concreto
Se si vuole misurare il rendimento di un vivaio, uno degli indicatori più affidabili sono le convocazioni nelle attività di qualificazione federale. E qui Giarratana offre segnali tutt’altro che marginali. Nel documento del Comitato Territoriale Fipav Monti Iblei relativo all’attività di qualificazione femminile del 18 gennaio 2026, compaiono ben sette atlete del club: Zaira Maria Azzaro, Maila Fatuzzo, Evelin Poidomani, Nicole Poidomani, Viola Avveduto, Benedetta Garofalo e Carla Giampiccolo. In un territorio competitivo come quello dei Monti Iblei, avere una presenza così ampia nei raduni significa una cosa sola: il materiale umano c’è, viene intercettato e viene seguito.
Non meno rilevante è il dato sul versante maschile. Nel Club Italia Allargato 2023-2024 della Fipav Sicilia, convocazione del 31 gennaio 2024 a Letojanni, figura Antonio Maiorani, classe 2009, centrale dell’Asd Giarratana Volley. Anche in questo caso non si tratta di un episodio ornamentale. Quando un atleta di un club periferico entra in un percorso di osservazione regionale, il messaggio è doppio: da un lato c’è un talento individuale, dall’altro c’è un ambiente che lo ha messo nelle condizioni di emergere. Le società piccole non possono permettersi dispersione: se un ragazzo arriva a questi livelli di attenzione federale, quasi sempre dietro c’è una filiera tecnica che funziona.
La continuità tecnica conta quanto i risultati
Un altro elemento che spiega la crescita di Giarratana è la stabilità del lavoro tecnico. Nel racconto delle ultime stagioni ritornano con insistenza i nomi di Gianluca Giacchi e Saro Corallo, a cui si aggiunge il riferimento ad Antonio Fatuzzo come secondo allenatore in una scheda federale delle finali nazionali giovanili. La continuità degli staff, soprattutto in contesti non professionistici, è un fattore spesso decisivo: consente di riconoscere i profili, accompagnare la maturazione degli atleti, evitare che ogni stagione ricominci da zero.
La maschile di Giacchi ha dato nel tempo segnali di robustezza progressiva. Già a febbraio 2026, dopo il successo per 3-1 sull’Us Volley Modica, l’allenatore parlava di una squadra capace di rispondere “da squadra vera” contro un avversario giovane ma intenso. È un passaggio importante, perché suggerisce un doppio binario: da una parte l’esperienza che permette alla prima squadra di reggere la pressione, dall’altra il riconoscimento che anche gli avversari più insidiosi sono spesso gruppi giovani, energici, in crescita. Nel volley regionale il futuro passa esattamente da lì, dalla capacità di assemblare talento e maturità senza separare il vivaio dalla prima squadra.
Anche la femminile, sotto la guida di Saro Corallo, ha mostrato una traiettoria leggibile. A febbraio 2026, battendo la capolista Green Sport Modica per 3-1, le giarratanesi avevano già fatto capire di non essere una comparsa. Allora erano salite a 20 punti; due mesi dopo hanno chiuso a 38, sorpassando Solarino e prendendosi un posto negli spareggi. La progressione è il dato più interessante, più ancora del piazzamento finale. Perché nelle squadre giovani il salto vero non è vincere una partita di prestigio, ma dare continuità alla crescita.
Il ruolo della società: identità, territorio, comunità
Nel caso di Giarratana, il progetto non si legge soltanto nei referti. Le parole del presidente Salvatore Pagano, riportate in più occasioni, insistono sempre su alcuni assi: giovani, formazione tecnica, settore femminile, comunità. A inizio febbraio 2026, in vista del doppio incrocio con le squadre di Modica, Pagano dichiarava che il club stava investendo proprio su questi fronti e che Giarratana era ormai una presenza stabile e rispettata nei campionati regionali. Non sono formule irrilevanti: in realtà piccole, la credibilità sportiva si costruisce esattamente così, mettendo insieme radicamento locale e capacità di misurarsi con società più grandi e strutturate.
C'è poi un altro dettaglio che dice molto del rapporto tra club e territorio. A marzo 2026, in occasione di un derby casalingo, il presidente richiamava la memoria dei quattro ragazzi di Giarratana scomparsi il 20 dicembre 2008 — Giuseppe Di Gaetano, Fabio Di Pietro, Gabriele Corallo e Leandro Renna mentre il club partecipava anche a un evento su salute e benessere ospitato nel centro giovanile. Sono segnali che non riguardano direttamente il vivaio tecnico, ma spiegano il contesto: la società prova a essere luogo di appartenenza, non semplice contenitore agonistico. Ed è quasi sempre da qui che nasce la fedeltà dei ragazzi allo sport.
Da periferia a modello possibile
Naturalmente, parlare di “modello” richiede prudenza. Non ci sono, nelle fonti disponibili, dati economici dettagliati sugli investimenti, né una mappa completa delle risorse impiegate stagione per stagione. Ma i riscontri raccolti permettono almeno una conclusione sobria e fondata: l’Asd Giarratana Volley non sta vivendo un exploit casuale. Sta beneficiando di un percorso che mette insieme partecipazione ai campionati di base, presenza nei circuiti federali giovanili, convocazioni territoriali e regionali, valorizzazione di roster giovani, continuità tecnica e una chiara volontà dirigenziale di consolidare l’identità del club.
Il doppio traguardo del 14 aprile 2026 — la maschile seconda con 51 punti, la femminile seconda con 38 e qualificata agli spareggi Gold — è allora il punto di arrivo provvisorio di una trasformazione più lunga. Provvisorio, perché il vivaio non garantisce nulla in automatico: va nutrito, accompagnato, protetto anche nei passaggi difficili. Però cambia la scala delle possibilità. In un centro come Giarratana, dove per definizione il bacino è limitato, riuscire a far convivere risultati senior e crescita giovanile significa spostare il confine di ciò che è realisticamente immaginabile.
In fondo è questa la notizia vera. Non che Giarratana stia vincendo. Ma che stia provando a vincere in un modo più raro e più duraturo: facendo sì che il futuro non arrivi da fuori, ma entri ogni pomeriggio in palestra con la borsa in spalla, l’età ancora acerba e il diritto di sbagliare. Se oggi la prima squadra maschile ha un’identità riconoscibile e quella femminile ha trovato una corsa credibile verso l’alto, è perché sotto esiste finalmente una base. E in Sicilia, dove i cicli delle società minori spesso durano lo spazio di una stagione brillante, questa è forse la conquista più difficile di tutte.