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il caso

Travolto all'alba da un treno: è morto a 48 anni un ex portiere della Juventus

L'incidente ad un passaggio a livello nei pressi di Salisburgo dove Alexander Manninger ormai risiedeva. Calcio europeo in lutto

16 Aprile 2026, 15:56

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Travolto all'alba da un treno: è morto a 48 anni un ex portiere della Juventus

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Travolto da un treno all'alba nei pressi di Salisburgo. E' morto così uno dei giocatori più stimati del panorama calcistico europeo. Alexander Manninger, ex portiere di Arsenal, Juventus e della nazionale austriaca, è morto a 48 anni in un tragico incidente stradale. Secondo le ricostruzioni fornite dai media austriaci e da ORF Sport, l'impatto fatale è avvenuto la mattina del 16 aprile 2026 presso un passaggio a livello senza barriere vicino a Nußdorf am Haunsberg. L'auto dell'ex calciatore si è scontrata con un convoglio della Salzburger Lokalbahn; il macchinista e i circa 25 passeggeri a bordo sono rimasti illesi, ma per Manninger, nato a Salisburgo il 4 giugno 1977, l'incidente si è rivelato mortale.

La notizia ha scosso profondamente il mondo dello sport, unendo nel cordoglio tifoserie di tutta Europa. Manninger non è mai stato il classico fuoriclasse da copertina, ma incarnava una figura oggi rarissima: il "comprimario d'élite", un professionista di un'affidabilità assoluta, capace di reggere la pressione delle grandi piazze subentrando nel momento del bisogno.

Cresciuto nel vivaio del SV Salzburg e formatosi umanamente come apprendista falegname prima di dedicarsi totalmente ai guantoni, aveva costruito la sua carriera sulla sostanza e sul duro lavoro.

La grande ribalta internazionale arrivò nel 1997 con il passaggio all'Arsenal: diventò il primo austriaco in Premier League. Arrivato a Londra come vice di David Seaman, si prese la scena nella stagione 1997-98: complice l'infortunio del titolare, mise a referto sei clean sheet consecutivi e venne eletto Player of the Month nel marzo 1998. Il suo contributo per la conquista del Double fu tale da spingere la federazione a concedergli una deroga speciale per ricevere la medaglia per il titolo.

Ma è in Italia che Manninger ha trovato la sua consacrazione tattica. Dopo le esperienze con Fiorentina, Torino, Bologna e Siena, fu la chiamata della Juventus a segnare l'apice della sua carriera italiana. A Torino divenne il compagno ideale di Gianluigi Buffon: anche accanto a uno dei migliori di sempre, l'austriaco non scomparve mai, rispondendo presente con estrema sobrietà e vincendo da co-protagonista lo scudetto 2011-12.

Pilastro anche della nazionale austriaca, con la quale ha collezionato 33 presenze difendendo i pali all'Europeo casalingo del 2008, Manninger ha chiuso la carriera nel 2017 al Liverpool, dopo una parentesi all'Augsburg. Nel club inglese era diventato una vera e propria guida carismatica e pedagogica per lo spogliatoio.

Lontano dal calcio giocato, aveva deciso di dedicarsi a progetti nel settore dell'arredamento e dell'edilizia, fedele al suo desiderio di "costruire" e fuggire dalle pose da personaggio. La scomparsa di Alexander Manninger ci priva non solo di un grande atleta, ma dell'immagine intatta di un uomo credibile, che lascia al calcio un'eredità inestimabile fatta di enorme dignità professionale.