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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 09:09
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Meta Catania completa il poker dei titoli: la Coppa Divisione in redazione a La Sicilia tra scaramanzia e festa

Le parole di Musumeci, Juanra e Bocao verso la rincorsa allo scudetto e l'orgoglio di un club che non smette di stupire

17 Aprile 2026, 06:29

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Meta Catania completa il poker dei titoli: la Coppa Divisione in redazione a La Sicilia tra scaramanzia e festa

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Una tradizione. Quasi un rito scaramantico. La Meta Catania che vince e porta la coppa in redazione. «Presidente Musumeci, complimenti, avete vinto ancora! Non può esimersi. L’aspettiamo...». Ed eccolo, puntuale, con il suo coach Juanra, il direttore marketing Sergio Muratore, il capo della comunicazione Attilio Scuderi e Michele Podda e Bocao, fra gli artefici del trionfo in Coppa Divisione mercoledì sera nella finalissima di Reggio Emilia. L’ennesimo trionfo. Un successo che ha permesso alla Meta Catania di raggiungere un altro traguardo prestigioso diventando l’unica società ad avere vinto nella sua storia tutti i titoli nazionali: Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa Divisione.

In redazione è festa con le coppe in bella mostra, qualche battuta sulla “scaramanzia” tutta rossazzurra e un siparietto fra il nostro direttore Antonello Piraneo e il brasiliano Bocao. Poi tutti attorno al tavolo per un forum interessante e partecipato.

IL PRESIDENTE. Enrico Musumeci, nella sua razionalità e nel modo di programmare la vita complicata ma efficiente del club, è diventato un esempio nell’ambito sportivo nazionale. «Non ci sentiamo ospiti della redazione, ci riteniamo a casa visto che negli ultimi anni le visite con i trofei si rinnovano. E speriamo di tornare ancora per parlare di vittorie. Gli ultimi due titoli vinti (Coppa Italia e Coppa Divisione) per me e per la società hanno rappresentato tanto. Avevamo già vinto due scudetti, ci mancava il titolo della Coppa Italia, ambito nel mondo del calcio a 5 perché in tre giorni giocano le migliori otto squadre, c'è tutta l'Europa che ci guarda, si gioca molto sotto l'aspetto fisico e psichico dei ragazzi. Così come la Coppa della Divisione è una coppa importante perché coinvolge tutti i club del nazionale. Siamo partiti contro squadre di Serie B, poi A2, A2 Élite. Hanno partecipato pure i ragazzi dell'Under 19 che hanno ben figurato, quindi c’è stato un coinvolgimento totale. Poi è intervenuta la “squadra dei grandi”. Si parla di due titoli importantissimi, difficilissimi da raggiungere, ma soprattutto è complicato vincere uno dopo l'altro a distanza di qualche settimana. Sono veramente felice perché, qualora ce ne fosse bisogno, oltre al primo posto in classifica, le prime due manifestazioni importanti le abbiamo portate a casa e oggi rappresentiamo in Italia il meglio del calcio a 5».

IL TECNICO. Uno degli allenatori più carismatici, quotati e stimati al mondo, Juanra Calvo, ha aggiunto: «Spesso mi chiedono come faccia a disputare 50 gare in una stagione a ritmo vorticoso: a volte il recupero è uno dei migliori allenamenti quando è pianificato bene. Anche il periodo di competizione è più ridotto perché iniziamo a metà settembre, quindi sono tante partite ogni tre o quattro giorni da gestire. Abbiamo creato un’esigenza dentro lo spogliatoio: dare il massimo ogni volta che siamo in campo. Rappresentiamo la squadra vincente in Italia e ogni volta lo vogliamo confermare. Ho la fortuna di avere ragazzi che hanno portato un livello di competizione alto durante gli allenamenti. Così cresciamo e non abbassiamo la nostra performance durante le partite. La visione di presidente e direttore sportivo rappresenta uno dei successi di questa società. Lo scudetto? Proveremo a vincerlo anche con il supporto dei tifosi, della città. Confermare il primo posto al termine della stagione regolare sarebbe un bel vantaggio».

IL BRASILIANO. Bocao è uno dei simboli della Meta che vince. «Sono a Catania da quattro anni. Vivo la città con la famiglia, mia figlia al sesto mese di vita è approdata qui. Oggi parla italiano, si capisce già che è catanese verace. Sono felicissimo. Ho trovato una società che supporta noi giocatori dentro e fuori campo, vivo lo spogliatoio con ragazzi che danno veramente la vita per questi colori. E nonostante le tante gare ravvicinate abbiamo scritto veramente la storia vincendo la Coppa Divisione. Tra cinque giornate finisce la regular season e andiamo ai playoff carichissimi per provare a mantenere lo scudetto che è nostro da due anni».

DA UN’ISOLA ALL’ALTRA. Michele Podda, azzurro come Carmelo Musumeci, Pulvirenti e Turmena, arriva dalla Sardegna. «Come si fa a stare in mezzo a catanesi, spagnoli e brasiliani che formano il gruppo? Ci confrontiamo spesso, abbiamo le stesse idee. Il calcio a 5 ti avvicina molto di più ai tifosi rispetto agli altri sport. Si crea veramente un legame. Per me è una cosa bellissima. Con i ragazzi brasiliani vado d’accordissimo, li frequento anche fuori dal campo. Con i ragazzi catanesi, tra nazionale e club, qualche volta parliamo anche in dialetto. I gol? Ne ho segnati due importanti: quello in azzurro ha un valore particolare perché era il primo con la maglia dell’Italia. Segno sempre nelle finali? Magari rinnovo la promessa per la prossima».

SIPARIETTO FINALE. Juanra rimane al timone della Meta? Il tecnico assicura: «Certo che sì». Il presidente: «Ha un altro anno di contratto, non c’è problema». E per la stagione ancora successiva? Juanra se la cava alla sua maniera: «Se nel contratto mettiamo la clausola sul sole, certo che resto. In Sicilia se continua a splendere il sole chi si muove...».