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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:02
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calcio

"Se Dio vuole ci saremo": la doccia gelata del CT dell'Iran spegne il "sogno" dell'Italia

Il Commissario Tecnico di Ghalenoei annuncia la partecipazione ai Mondiali e allontana il boicottaggio. Per gli Azzurri il ripescaggio resta solo un miraggio

17 Aprile 2026, 17:54

18:00

"Se Dio vuole ci saremo": la doccia gelata del CT dell'Iran spegne il "sogno" dell'Italia

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“Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo.” Con questa dichiarazione, netta e inequivocabile, rilasciata all’agenzia tedesca Dpa dal commissario tecnico dell’Iran, Amir Ghalenoei, si chiude di fatto l’ultimo spiraglio a cui si erano aggrappati gli Azzurri.

Quello che fino a poche ore fa appariva come un varco insperato per la Nazionale di Gennaro Gattuso si è trasformato in una definitiva doccia fredda. Dopo l’eliminazione ai rigori contro la Bosnia, che ha sancito la terza esclusione consecutiva dell’Italia dalla Coppa del Mondo, l’attenzione dell’ambiente calcistico si era spostata dalle questioni di campo agli equilibri internazionali.

L’aspro confronto tra Iran e Stati Uniti — questi ultimi co-organizzatori del Mondiale 2026 insieme a Canada e Messico — aveva alimentato dubbi concreti sulla presenza della delegazione di Teheran in Nord America. A riaccendere le speranze tricolori aveva contribuito lo stesso ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, arrivato a definire “impossibile in ogni circostanza” la partecipazione della propria selezione alla luce dei recenti attacchi.

Da qui il riferimento, in casa italiana, all’articolo 6, comma 7, del regolamento FIFA, che attribuisce alla Federazione internazionale piena discrezionalità nel designare un’eventuale sostituta qualora una nazionale venga esclusa o si ritiri. In base a un criterio strettamente sportivo e geografico, lo slot sarebbe spettato a un’altra rappresentante asiatica, con gli Emirati Arabi Uniti — sconfitti allo spareggio dall’Iraq — in prima fila.

Tuttavia, il peso commerciale della Nazionale italiana, la forza d’attrazione presso sponsor e broadcaster e il 12° posto nel Ranking FIFA, che ne fa la migliore selezione al mondo rimasta fuori, avevano rimescolato le carte. In questo contesto era circolata con insistenza l’ipotesi di un inedito “Super Playoff” intercontinentale negli Stati Uniti: un mini-torneo tra Italia, Danimarca, Emirati Arabi Uniti e Oman per assegnare l’ultimo pass, evocando la clamorosa parabola della Danimarca ripescata alla vigilia di Euro ’92 e poi campione.

Persino René Meulensteen, vice direttore tecnico dell’Iraq, aveva ironizzato su quale nazionale la FIFA avrebbe preferito portare oltreoceano. A frenare i facili entusiasmi era già intervenuto il presidente della FIFA, Gianni Infantino, garantendo che ogni decisione sarebbe stata adottata nel segno dell’equità sportiva e senza “scorciatoie”.

Ora, le parole di Ghalenoei spazzano via ogni illusione di boicottaggio: entro la scadenza tecnica del 13 maggio 2026, l’Iran dovrà formalizzare la propria partecipazione per evitare sanzioni. Se Teheran farà rotta verso gli Stati Uniti, alla Nazionale non resterà che prendere atto del verdetto del campo: il Mondiale, ancora una volta, lo guarderemo dal divano.