Calcio, Serie C
Catania, Grella difende Pelligra: "Rompano le scatole a me e non a lui"
Intervista ai media australiani. Il vice presidente conferma le ambizioni del club e fa scudo sulla proprietà. Ecco le parole di fuoco che indispettiscono alcuni tifosi
Dall’Australia sbirciano che cosa accade a Catania. Oggi The Sydney Morning Herald ha rilanciato un’intervista al vice presidente rossazzurro Vincenzo Grella proprio nelle ore in cui è tornato in Sicilia anche il patron Ross Pelligra per dare uno sguardo a progetti immediati e futuri della vita del club.
Grella nei vari passaggi definisce Catania come il vulcano: silenzioso e pronto a esplodere in tutta la sua imponenza.
Immagini suggestive a parte, Grella cita la spinta enorme dei tifosi che all’allenamento libero organizzato prima della partenza per la doppia trasferta di Salerno e Benevento si sono presentati in 3mila per sostenere la squadra. “Questo è il Catania. Questo è il suo popolo. Hanno incitato la squadra come se stessimo giocando una finale di Champions League” le parole di Grella all’inviato australiano.
“Dobbiamo arrivare in Serie A. Non c’è motivo per cui non possiamo riuscirci: abbiamo un presidente con le risorse per starci. Ora dobbiamo rimetterci in carreggiata e farlo davvero. È stato un percorso molto accidentato. La gente non ci ha mai davvero concesso il beneficio del dubbio”.
In questa intervista si esaltano il valore del pubblico, il ruolo di Pelligra che vuole sempre investire sul Catania fino a raggiungere la massima categoria e la difesa del vice presidente nei confronti del patron. Anche se – vivendo e lavorando sul territorio – in effetti tutti i commenti negativi per decisioni, marce indietro, licenziamenti e imprevisti vari ricadono inequivocabilmente sullo stesso Grella e non sui suoi fidati collaboratori che, pure, dovrebbero consigliarlo come si deve ma a volte toppano. Insomma Grella è sempre al fianco del suo presidente e viceversa.
“Il progetto Catania è in ritardo di un anno rispetto ai piani – riporta il giornale australiano, con frasi che ha ripreso anche Unica stamane - a questo punto si aspettava già la Serie B, primo passo verso il ritorno in Serie A, categoria che il club non vive dal 2014”.
Grella è sempre nel mirino dei tifosi, insomma. Ma il vice presidente ribatte: “Non mi ha mai spaventato questo tipo di pressione. Anzi, è ciò che mi spinge ogni giorno. Non lo faccio per i soldi. Guadagno bene, ma da agente guadagnavo quattro volte tanto. I soldi non sono la mia motivazione. Ho bisogno di qualcosa di più. E questo progetto è qualcosa di speciale”.
Poi il vice presidente punta il dito su una parte di opinione pubblica catanese accusando: “La gente non ci ha mai davvero dato fiducia. A volte danno per scontato quello che fa il presidente. Io lo stimo moltissimo. Quello che ha fatto per questo club, i sacrifici personali, viene in Italia 14 volte in una stagione. Non è proprio dietro l’angolo. E parliamo di una persona con aziende in tutto il mondo. Ha messo tutto quello che serviva. Non ha mai detto ‘è troppo’. Eppure continuano a criticarlo. E questo mi fa arrabbiare, perché non se lo merita”.
Grella continua a fare scudo dopo aver confermato che Pelligra vuole portare il Catania in serie A e lo ribadisce da anni: “Se qualcuno deve rompere le scatole a qualcuno, che le rompano a me, perché sono io a gestire il club. Lui ha dato tutto a questa società. Quindi, se non arriveranno i risultati, l’unico responsabile sarò io”.