serie A
Napoli, resa incondizionata alla Lazio (e all'Inter): il tricolore è ormai nerazzurro
Non basta il miracolo di Milinkovic-Savic su rigore. La Lazio passeggia con un 2-0 perfetto su un avversario sterile, intrappolato in un palleggio inutile. Chivu a un passo dalla matematica
Il sogno tricolore del Napoli si infrange clamorosamente al Diego Armando Maradona contro il muro eretto dalla Lazio. Lo 0-2 incassato dalla squadra di Antonio Conte non è un semplice passo falso interno, ma suona come l’epitaffio definitivo sulla corsa al titolo degli azzurri.
A cinque giornate dal traguardo, dopo 33 turni, la classifica è impietosa: l’Inter comanda a 78 punti, il Napoli resta a 66. Un fossato di dodici lunghezze che appare incolmabile; ai nerazzurri ora bastano appena quattro punti per la certezza matematica del tricolore.
Il tonfo del Maradona ha messo a nudo in novanta minuti tutte le fragilità di una squadra costruita per dominare e ritrovatasi improvvisamente impotente. Il dato più eloquente è lo zero alla voce tiri nello specchio. Malgrado un netto predominio territoriale – 67% di possesso palla e 12 calci d’angolo – il palleggio è rimasto sterile e innocuo, infrangendosi con regolarità contro l’ordinata e cinica Lazio di Maurizio Sarri. Per i partenopei il possesso si è rivelato “un rifugio più che un’arma”.
Il copione del match è chiaro sin dalle prime battute. Al 6’ Matteo Cancellieri gela Fuorigrotta finalizzando una trama verticale pulita dei biancocelesti. La reazione dei campani è faticosa, imbrigliata in una manovra laterale e prevedibile che ha disinnescato i protagonisti più attesi: Kevin De Bruyne resta lontano dalle zone decisive, Scott McTominay non incide con i suoi inserimenti e il centravanti Rasmus Højlund vive un isolamento preoccupante. L’illusione di poter rimettere in piedi la gara – e con essa l’intera stagione – si accende al 31’, quando il portiere azzurro Vanja Milinkovic-Savic neutralizza un rigore calciato da Mattia Zaccagni. Un intervento provvidenziale che evita il tracollo psicologico, senza però modificare l’inerzia tecnica dell’incontro.
Anche nella ripresa, nonostante gli ingressi di Alisson Santos (palo al 59’) e Miguel Gutiérrez, la mancanza di profondità resta il limite più evidente della formazione di Conte. A far calare il sipario, e forse a chiudere il campionato, è Toma Basic al 57’, perfettamente imbeccato dall’incontenibile Cancellieri. Il 2-0 spezza la lunga imbattibilità casalinga del Napoli e certifica la serata da grande della Lazio, che sale a 47 punti ritrovando maturità, identità sarriana e solidità da squadra di vertice. Agli azzurri restano i cocci di un pomeriggio amaro, un attacco spuntato e una consapevolezza ormai inevitabile: lo scudetto ha preso la strada di Milano.
